Editoriale

Informazione libera per liberi pensatori per un Mondo non “Nuovo” ma migliore

Gabriella Poli – Il pensiero unico dilagante a proposito del tutto, politica, economia, emergenza sanitaria, cultura etc. ci spaventa, anzi ci fa inorridire. Come siamo arrivati a questo punto? Come siamo arrivati ad essere agli arresti domiciliari senza aver commesso reati? Nel nodo scorsoio del terrorismo sanitario delle multinazionali del farmaco che sono le stesse che gestiscono la finanza, l’economia, la politica, l’informazione?

Nessuno potrà avere dubbi, se solo si ferma a riflettere, di cosa ci sta succedendo a livello mondiale. Grande distribuzione con bilanci attivi e piccola distribuzione alla fame, banche e finanziarie che si arricchiscono sulla pelle dei piccoli commercianti e esercenti che hanno chiuso i battenti, dei lavoratori dipendenti senza lavoro, costretti a svendere attività e prima casa per mangiare.

Non siamo negazionisti, non siamo complottisti ma non vogliamo uniformarci al pensiero unico, al “Mondo Nuovo” descritto così bene da  Aldous Huxley nel suo capolavoro letterario scritto nel  1932.

Un romanzo dall’inesausta forza profetica ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, nel quale ogni aspetto della vita viene pianificato in nome del razionalismo produttivistico e tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso” si scrive in una nota all’edizione Oscar Mondadori del 2016.  E ancora “I cittadini di questa società … in cambio del benessere fisico” (leggasi vaccini senza garanzia, in mano alla Mafia sanitaria, che per ora servono a dilapidare le casse degli Stati) “devono rinunciare a ogni emozione, a ogni sentimento, a ogni manifestazione della propria individualità”.

Ma tornando alla libera informazione e alla libertà di pensiero, anche se Voltaire sembra non abbia mai detto la famosa frase “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire“, la condividiamo.

Siamo federalisti perché pensiamo sia il miglior modello politico e socio economico al quale affidarci per uscire dal tunnel e vedere uno spiraglio di luce, di risoluzione. E crediamo fermamente che Federalismo non sia sinonimo di separazione ma crescita di ognuno  affinchè tutti possano insieme progredire. Con il nostro editore, Giuseppe Leoni, con i nostri collaboratori e con tutti coloro che vorranno scriverci cerchiamo di realizzare un Mondo, non Nuovo ma migliore in cui vivere.

Gabriella Poli

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