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Asilo politico ai fratelli catalani!

pexels-pixabay-372499 (1)Dopo che l’Europa ha ritirato l’immunità per i tre parlamentari catalani Puigdemont, Comìn e Ponsatì, FederalismoSi offre asilo politico per gli indipendentisti, che ora potrebbero dover affrontare il carcere, semplicemente per aver messo in atto una volontà di affermazione identitaria liberamente espressa dal popolo in un referendum.

Naturalmente la nostra offerta è solo una iniziativa culturale e di solidarietà per chi combatte da tanto tempo per l’autodeterminazione. In un momento così oscuro per la democrazia dell’informazione, nel quale i potentati economico-sanitari tentano di insinuare il pensiero unico, vogliamo dar voce ai perseguitati catalani. Ospiteremo volentieri le loro comunicazioni, tali e quali, ci verranno inviate. Un atteggiamento rispettoso nei riguardi di un popolo che deve avere uguale dignità tra gli altri, al di là delle convenienze economiche e di potere esercitate dal governo centralista spagnolo.

Ci colleghiamo così idealmente anche ai due movimenti di attivisti catalani francesi che nel 2017 hanno offerto asilo politico al Governo di Carles Puigdemont nella loro città, Perpignan. Solidarietà etnica e culturale quella che arriva dalla città francese di Perpignan, un pezzo di Catalogna al di là dei Pirenei. La cittadina, capoluogo del dipartimento dei Pirenei orientali, è la più meridionale della Francia. Culturalmente, le similitudini con la vicina Catalogna sono notevoli. Lo stendardo municipale mostra le strisce rosse e gialle, e le vie cittadine sono indicate in francese e catalano. Le ragioni dell’affinità culturale sono storiche: la piccola area è diventata parte della Francia solo alla fine del diciassettesimo secolo, dopo secoli di fedele appartenenza alla corona aragonese e spagnola.

Ma torniamo indietro di qualche anno per capire meglio gli accadimenti

Carles Puigdemont i Casamajó, politico e giornalista era stato eletto Presidente della Generalitat di Catalunya nel 2016.

Dopo essere stato sindaco di Gerona dal 2011 al 2016 ed una lunga carriera giornalistica è attualmente membro del Partito Democratico Europeo Catalano e fermo sostenitore dell’indipendenza catalana.

In seguito al referendum sull’indipendenza del 1 ottobre 2017, il 27 ottobre dichiara l’indipendenza della Catalunya dalla Spagna. Il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy immediatamente reagisce commissariando la Catalogna e destituendo Puigdemont con tutto il suo governo. Denunciato per ribellione, sedizione e una ridicola accusa di appropriazione indebita di denaro, per sottrarsi all’arresto, insieme ad altri 4 consiglieri si rifugia in Belgio. Dopo varie vicissitudini, alle elezioni europee del 26 maggio 2019 viene eletto europarlamentare. Tuttavia non essendo rientrato in Spagna per giurare, il suo mandato viene riconosciuto dal Parlamento europeo solo in seguito alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea nel dicembre del 2019.

 

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