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Matteo Brigandì: Tar e Consiglio di Stato

Ecco un interessante articolo dell’avvocato Matteo Brigandì che ci spiega la differenza tra Tar e Consiglio di Stato. Buona lettura

di Matteo Brigandì

Queste riflessioni sono rigidamente vietate ai giuristi perché sono rivolte alla gente comune e necessariamente, per una migliore comprensione non viene usato un linguaggio tecnico, unico preciso.

Il potere esecutivo è il potere dello Stato che serve ad amministrare lo Stato stesso. Amministrare significa realizzare la strategia dello Stato in concreto. Se lo Stato intende, ad esempio, realizzare un’autostrada o un ospedale comincerà a deliberare questa volontà, (dire ho deciso di fare un ospedale) e determinarla (affido il progetto ad un ingegnere, compro il terreno su cui sorgerà, farò un appalto per la costruzione, comprerò le attrezzature, assumerò il personale). Ogni singola azione deliberativa (politica) e determinativa (dei funzionari) è un atto amministrativo.

Per meglio spiegarmi devo premettere quella che viene chiamata gerarchia delle fonti: le norme non sono tutte uguali, nel senso che non hanno tutte la stessa forza: la più importante è la Costituzione. La Carta costituzionale del ’48 è la legge ove sono espressi i principi fondamentali dello Stato. Questa legge regolamenta tutto ed ai suoi principi devono riferirsi tutte le leggi emanate dal Parlamento. La legge è quella che fa Camera e Senato e non può contraddire i principi della Costituzione. Regolamenti sono emanati per determinare come la legge deve essere realizzata. Ovviamente non possono essere in contrasto con la legge. L’atto amministrativo deve essere coerente con tutte le norme di rango superiore.

Quando la pubblica amministrazione agisce in condizione di parità con il privato (es. acquisto di una casa privata) sulle controversie decide il giudice ordinario quando, invece la pubblica amministrazione agisce in posizione di supremazia con il privato (es. concorso per l’assunzione) sulle controversie decide il TAR (tribunale amministrativo regionale. Giudice di appello del TAR è il Consiglio di Stato. Nel processo amministrativo vi sono solo 2 gradi di giurisdizione quindi solo primo e secondo grado.

Il principio più importante è quello la pubblica amministrazione può fare quello che ritiene più opportuno per il benessere dei cittadini. Sarà il popolo col voto a tenere o cambiare l’amministrazione. Quindi il TAR non può valutare il merito, cioè l’opportunità dell’atto amministrativo, ma solo può annullare l’atto in presenza di incompetenza, eccesso di potere e violazione di legge. In buona sostanza annullare l’atto amministrativo che è contro la legge.

A questo punto l’amministrazione deve rifare l’atto senza violare la legge.

avvocato Matteo Brigandì

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