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Migreremo tutti, cambiano i confini

Dopo la pandemia, nulla è come prima, occorre allora individuare le forze che ridefiniscono il mondo ancor più determinanti dei logori governi e stati nazionali. Movimenti di persone e storie composte da record di migrazioni in ogni parte del pianeta. La digitalizzazione favorisce gli spostamenti, il lavoro a distanza pure, i cambiamenti climatici provocheranno migrazioni , attraverso un vortice inarrestabile. Spesso le ragioni sono collegate agli spostamenti, ove un tempo, quando nascevano più figli chi se ne andava da un posto era comunque sostituito, ora, con tassi di natalità bassi, abbiamo migrazioni a somma zero, uno guadagna e l’altro perde. Occorre prendere coscienza come vi siano città alla vigilia di una rinascita. La nostra pianura padana con Milano capitale credo possa ambire ad una immensa capacità d’attrazione che nulla ha a che vedere con la Milano da bere ne tantomeno con le continue politiche metropolitane cieche e sorde al cambiamento. Una Milano quindi tutta da rigenerare nella sua architettura e nella sua filosofia della condivisione innovativa ed europea, una sfida che pone le radici nel dna delle nostre genti e delle nostre memorie storiche. Una nuova geografia sta nascendo, dinamica ad esempio nella topografia a causa dei cambiamenti climatici, oppure nella geografia politica poichè nel 45 eravamo cinquantun paesi, oggi oltre duecento e quindi in trasformazione da stati a regioni, federazioni interculturali. Esiste una geografia funzionale composta da oleodotti, strade e ferrovie, centri di dati, fabbriche ed impianti di pannelli solari e perchè no, della riscoperta dei navigli e delle vie d’acqua oltre che da una riqualificazione e tutela delle nostre spiagge lunghe più di mille chilometri ed abbandonate alla erosione ed al degrado. Le migrazioni potrebbero fare crescere i nazionalismi, la brexit è stata in buona parte fondata sull’identità e sul problema dell’immigrazione , ma oggi Londra ha necessità di attrarre persone, l’America vuole più immigrati mentre la Russia nazionalista cerca di mantenere una purezza etnica ma al contrario ha al suo interno migrazioni di popoli di origine turkmena, caucasica, indiana. Le leggi di domanda e di offerta sono più forti della politica, compresa quella di Matteo Salvini. Quindi da un lato la politica preoccupata dei propri confini, paletizzando il mondo, dall’altro lato la pandemia che inaspettatamente ha reso ancor più evidente di come lo spazio contenga gente, risorse, talenti, infrastrutture, idee capaci di innovare e cambiare rapidamente la tua vita. Questa la sfida e la grande opportunità da cogliere.

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