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Pagina dei lettori, Morena Fassini interviene su “Donne, lavoro e figli”

La nostra lettrice, Morena Fassini, scrive alcune considerazioni, condivisibili, sulle difficoltà che le donne, che hanno necessità di lavorare, affrontano nel momento di mettere al mondo dei figli. Ve le sottoponiamo di seguito con l’intento di aprire un dibattito fra voi lettori.

Nell’ultima riunione di Federalismo Sì (Lunedì da Leoni del 3 maggio ndr) abbiamo trattato un argomento a me vicino che è quello delle donne che non fanno più figli.
I motivi sono molteplici. Innanzitutto è un problema di lavoro. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla precarizzazione dei contratti di lavoro che non tutelano più il lavoratore, ma rendono tutto instabile.
Con l’introduzione delle Agenzie del lavoro abbiamo contratti a termine come quello a chiamata, stage, apprendistato anche per donne di mezza età, prestazioni occasionali, part-time che non permettono di fare affidamento per una tranquilla maternità. Inoltre, in Italia siamo ancora molto arretrati per quanto riguarda l’assunzione delle donne nel mondo del lavoro, la discriminazione fa da padrone tranne l’8 marzo di ogni anno.
Tre mesi fa mi è stato detto che uno studio commercialista del mio paese, aveva rifiutato la mia candidatura perché donna, lo studio assume solo uomini!
Non è solo questo, durante i colloqui di lavoro chiedono sempre se hai figli e quanti anni hanno, non dovrebbe essere deontologicamente così, eppure i selezionatori vogliono sapere i fatti tuoi ed è una discriminante importante per ottenere il posto di lavoro.
Un altro punto è quello che i bambini “costano” tanto in termini meramente economici. Faccio i conti “della serva” per un neonato di 1 mese. I pacco di 28 pannolini Pampers costa 19,00 euro e durano 1 settimana. Se non hai il latte materno e devi dare il latte artificiale, il Nidina 1 costa dai 16 euro in su per un barattolo da 800 grammi e dura 1 settimana. Una tutina/pagliaccetto da neonato costa 20 euro cad., I bavaglini circa 4 euro cad.,  le calzine 3,50 euro, le mutandine 8 euro circa. Faccio 2 conti per un mese tra latte e pannolini (80 + 64 + 5 di tutto il resto 100 + 20 + 17.5 + 40) totale  321 euro. Il bambino cresce ed i costi aumentano. Aggiungo il costo per carrozzina, passeggino, lettino, seggiolino auto, seggiolone e arriviamo intorno ai 900/1000 euro a cui vanno aggiunti lenzuolini, copertine, paracolpi ecc.
A tutto questo, per chi non ha i “nonni” che aiutano a tenere il nipote, si aggiungono i costi di un asilo nido (da pochi mesi ai 3 anno di età) e qui partiamo dai 600 euro mensili per quelli pubblici ai 900 euro circa per quelli privati. Siccome l’Italia non aiuta le famiglie, gli asili nido pubblici sono pochi e accedervi è difficile, le strutture private la fanno da padrone.
Non va meglio nemmeno quando i bambini vanno a scuola perché il costo dei libri circa 300/400 euro per chi va frequenta le scuole medie inferiori fino ai 500/600 euro per le superiori. Sì, è vero che c’è il limite, che viene sistematicamente superato per libri extra di lettura. Vogliamo aggiungere il costo della cancelleria per le assurde richieste dei vari professori che vogliono per ogni alunno una dotazione particolare? Siamo sui 100/150 euro mensili a cui aggiungere il costo per piscina  palestra, danza, calcio…
In Italia lo Stato ti riconosce un assegno familiare mensile per ogni figlio di circa 24 euro mensili, adesso sembrerebbe che sarà di 250 euro massimo ma ancora da approvare.
Come mai ci stupiamo che le famiglie decidano di non fare figli? Ecco le mie risposte.
Morena Fassini

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