Editoriale

Sostituito col tricolore il Leone di San Marco in piazza delle Erbe a Verona. Leoni: “Issate con orgoglio i vostri vessilli su balconi e finestre. Non reprimete la vostra identità di appartenenza come popolo e come persone!”

Issate con orgoglio i vostri vessilli su balconi e finestre. Non reprimete la vostra identità di appartenenza, come popolo e come persone!”. L’invito a reagire all’ammainamento della bandiera col Leone di San Marco in piazza delle Erbe di Verona, sostituito recentemente con il tricolore, viene da Giuseppe Leoni di Federalismo Sì.

Ma perché – dice Leoni – ammainare un simbolo culturale, storico e identitario così importante per  gran parte della popolazione. Una imposizione di una parte politica, quella della sinistra, che fa solo battaglie inutili. Questi politici, nuovi Giacobini, si travestono da intellettuali radical chic dimenticando le origini delle loro battaglie e si riempiono la bocca di azioni inutili come questa, anziché preoccuparsi dei diritti dei lavoratori”.

Ma il cuore del leone batte forte anche fuori la città scaligera. Da Sestri Levante arriva una notizia che ci piace. Un ristoratore del luogo, Roberto Famà, proprietario del “San Marco 1957”, situato sul molo con vista spettacolare sul golfo, ha deciso di issare il Leone alato con la spada su un pennone che sovrasta il suo locale. Una scelta significativa, anche se in terra ligure, terra peraltro fortemente identitaria e ricca di tradizione.

Il Leone di San Marco, detto anche Leone alato o Leone Marciano, è una rappresentazione simbolica dell’evangelista san Marco con l’aureola sul capo e, tra le zampe, un libro oppure una spada. Per fortuna al centro di piazza Erbe a Verona rimane la colonna cinquecentesca col Leone di pietra (distrutto dai Giacobini, e poi sostituito con altro sul finire dell’Ottocento).

In questo periodo in cui nuovi Giacobini attaccano le nostre identità culturali, meglio il Leone con la spada – aggiunge il leader di Federalismo Sì – questi tentativi di omologare territori così diversi tra loro vanno contrastati per salvaguardare la ricchezza culturale di ogni popolo che abita in questo paese così “verticale”, con clima differente, e di conseguenza tradizioni agricole, edilizie, artistiche etc molto diverse. Ma ognuna di queste tradizioni arricchisce le altre e l’omologazione non rispetta le minoranze”.

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