Editoriale

Spagna, graziati a Madrid i separatisti catalani. Leoni: “La destra spagnola sarà sicuramente contraria così come la strana coppia Salvini – Meloni. Sono nemici delle autonomie e di conseguenza del Federalismo”

Per il presidente catalano Aragonès l’indulto di Sanchez non basta: “Amnistia e Referendum sull’Indipendenza”

Madrid ha deciso: i leader indipendentisti della Catalogna condannati in via definitiva a pene di reclusione dopo il tentativo di secessione del 2017 saranno graziati con l’indulto e presto potranno uscire dal carcere. A sancirlo sarà il Consiglio dei ministri attraverso decreti individuali. “La destra spagnola sarà sicuramente contraria – commenta Giuseppe Leoni – così come la strana coppia Salvini – Meloni. Sono nemici delle autonomie e di conseguenza del Federalismo”.

Tra i politici e attivisti attualmente reclusi — le cui pene vanno dai 9 ai 13 anni — c’è l’ex vicepresidente regionale catalano Oriol Junqueras. La svolta annunciata dal premier Sánchez è pensata per smuovere le acque sul fronte dei negoziati con la nuova amministrazione regionale catalana — indipendentista — e che il governo spera possa risultargli politicamente vantaggiosa.

La reazione da parte del presidente catalano Pere Aragonès è arrivata poco dopo: “È un passo che riconosciamo, ma insufficiente e incompleto”. A suo avviso, le soluzioni per risolvere il conflitto politico con lo Stato sarebbero “l’amnistia” nei confronti dei secessionisti implicati in cause giudiziarie e un “referendum” sull’indipendenza.

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