Riflessioni

Lavoro, quando le antiche regole ridanno valore e dignità all’uomo

Da quasi quindici secoli un documento formato da 73 Regole (la Regola Benedettina) continua a costituire la base della struttura organizzativa e culturale dell’Italia e del continente Europeo. La Regola di San Benedetto ha infatti consentito di avviare un inesorabile circolo virtuoso in grado di cambiare il corso della storia, dell’economia e del concetto di lavoro. Essa continua a regolare la vita delle piccole imprese, sotto la guida paterna del “proprietario imprenditore” e tende a rafforzare non solo i ruoli ed i compiti di ogni lavoratore, ma anche i processi di crescita personale dei singoli.

Con la “Regula” infatti la persona viene posta al centro dell’organizzazione del lavoro per poter attraverso essa costruire un processo solido nel Gruppo per arrivare ad un futuro sostenibile, come diremmo oggi.

Particolare attenzione viene data ai concetti di meritocrazia: (“ciascuno è utile a tutti secondo le proprie caratteristiche”), di puntualità, disciplina e condivisione, fino al buon uso dei beni che ogni giorno ci sono affidati (“ciascun oggetto porta in sé la persona che l’ha pensato e costruito”).

Fondamentale è sicuramente la figura della “guida” dell’azienda che “non deve turbare il gregge che gli è affidato, né disponga arbitrariamente”. La guida quindi è affidata alla leadership esercitata dall’Abate e deve essere “più amato che temuto” e deve prestare la massima attenzione al singolo anche nelle sue debolezze.

Con la Regola possiamo vedere che cambia il valore e il ruolo del lavoro. Fino a quel momento storico il lavoro era svolto dagli umili, dai poveri e dagli schiavi; quindi il lavoro era considerato una cosa vergognosa e chi lo praticava era situato in fondo alla piramide sociale.

Con la “ora et labora” invece il lavoro è ciò che dà orgoglio all’individuo; da San Benedetto è stato dato senso al lavoro, dandogli dignità e dandola all’uomo.

Dove l’Impero Romano stava lasciando macerie e abbandono, dove i barbari stavano distruggendo ciò che trovavano, San Benedetto porta uno stuolo di monaci che recuperando i valori romano/cristiani riporta l’essere umano al centro del Creato. San Benedetto “Patrono d’Europa” col suo movimento ha consentito la nascita dell’Europa grazie alla sua azione solida, concreta e pragmatica che ha permesso di ricostruire il tessuto sociale, culturale e spirituale di un continente.

Mentre l’agonizzante Impero Romano si dissolveva, i monaci di San Benedetto riportavano alla luce ed eseguivano copie artistiche di autori romani (giuristi, dialettici, medici, ecc.) inoltre in ogni monastero c’era una scuola che insegnava agli illetterati. Così i Monasteri sparsi in tutto l’occidente divennero i più importanti centri di elaborazione ed irradiazione culturale, promotori della nuova cultura europea, sintesi fra eredità classica pagana ed eredità Cristiana.

E qui risiede l’ispirazione di Europa con una cultura nascente da una scala di valori universalmente accettata, raggiungendo così vertici mai raggiunti da nessuna altra parte del mondo.

Valentina Vangelisti

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