Lezioni di Federalismo

Federalismo e Scuola, un’occasione per fare cultura del territorio, diminuire i costi e renderla più efficiente

La Scuola è una delle materie più tipicamente locali in un Paese Federalista, tutt’oggi assoggettata al centralismo ed influenzata da ritardi istituzionali.

La scuola è un compito che può essere svolto in modo ottimale dalle Amministrazioni locali senza passare dal Governo centrale. Es.: gestire una scuola con 200 allievi è alla portata di qualunque piccola amministrazione, così come gestire la scuola dell’obbligo (materna, elementari e medie). Esse potranno anche associarsi con altri Comuni limitrofi (assumere insegnanti, disporre di fondi). Se per i programmi scolastici e le strutture non ci fossero risorse economiche sufficienti, ciò non dovrà portare alla rinuncia del diritto di autogestirli ma si dovranno ottenere finanziamenti dal Governo centrale.

Oggi per l’ordinamento della Scuola tutto dipende da Roma: Orari, Tasse, Nomine degli insegnanti, Libri di testo, ecc.

La scuola manca di una vera autonomia e manca in campo scolastico il Federalismo, senza il quale non è possibile spezzare i vincoli con lo Stato centrale.

Posto che una riforma veramente Federalista della Scuola la si può ottenere solo dopo una riforma Costituzionale che definisca le sovranità federate e le relazioni fra esse, poniamo lo sguardo a sistemi federati di altri Paesi.  In Svizzera ogni Cantone è sovrano in tema di educazione scolastica ed ognuno di essi adotta le sue soluzioni confrontandosi con gli altri Cantoni in totale assenza di un Ministero centrale. Quindi dal basso scaturiscono tante soluzioni, compresi i programmi scolastici; anche dal punto di vista economico osserviamo che in un contesto Federalista si possono trovare le soluzioni più idonee ai vari territori.

Il costo della Scuola dipende molto dal costo del personale e potrebbe variare dal locale costo della vita. In territori dove il costo della vita è più basso si dovrebbe avere un ridotto costo del personale docente e non docente. Noi viviamo in un Paese abituato a dare lo stesso stipendio a Milano e ad Enna, senza curarsi che fra queste due città esiste circa il 30% di differenza del costo della vita.  Lo stesso fenomeno si osserva fra diverse città della stessa regione. Ecco una grande disparità di fatto.

Per cui dando lo stesso importo a tutti non si dà al lavoratore lo stesso potere d’acquisto; una soluzione potrebbe essere bandire concorsi su base regionale. I vincitori non potrebbero spostarsi almeno per 5 anni né cambiare residenza. Sarebbe un modo per scoraggiare i pendolari soprattutto dal Sud al Nord evitando la conseguente perdita di lavoro per i locali.

Le istituzioni scolastiche di un paese Federale dovrebbero avere una parte dei programmi obbligatoriamente dedicata alla conoscenza del territorio di appartenenza dal punto di vista storico, culturale, ambientale, urbanistico, economico e sportivo.

Una Scuola così organizzata potrebbe inoltre indirizzare i giovani verso i mestieri tipici della zona, che sono saperi di alto valore culturale ed antropologico, continuandone le tradizioni ed impedendone così la perdita e la svalutazione.

Valentina Vangelisti

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