Riflessioni

Vergogna Europa! Uomini merce di scambio per i loschi traffici di guerra fredda tra Est, Ovest e Sud del mondo. Filo spinato e percosse, niente assistenza per migliaia di profughi ai confini tra Polonia e Bielorussia, tra Afghanistan e Iran, e a Lampedusa la misura è colma. Leoni: “l’Europa per cominciare potrebbe risolvere il problema immigrazione dall’Africa con un protettorato in territorio libico. Ma forse i grandi interessi economici di chi traffica in esseri umani non lo permettono”

Le situazioni emergenziali di profughi che premono alle frontiere dell’Europa ormai sono all’ordine del giorno. Mentre continuano a sbarcare immigrati dai barconi sulle coste dell’Italia, da qualche giorno il nostro continente è sotto assedio anche da est. Sul confine polacco-bielorusso infatti si sono ammassate migliaia di persone che Minsk, secondo le accuse, usa come “arma”. Un’altra situazione fuori controllo fra le frontiere di Afghanistan e Iran. E anche quest’ultima rischia di coinvolgerci in tempi brevi.

Ogni Paese coinvolto esprime le sue ragioni, le sue preoccupazioni ma in questo clima di guerra fredda nel quale regimi autoritari e “democrazie” occidentali studiano il loro tornaconto economico si continua a strumentalizzare uomini, donne, bambini disperati.

Tutto ciò è inaccettabile.

“Vergogna Europa! – tuona Giuseppe Leoni, presidente di Federalismo Sì – per mantenere in piedi loschi traffici non muove un dito. Lascia l’Italia in balia di se stessa e ora, che il pericolo viene da est, tergiversa su diplomazie internazionali. Intanto la gente muore di fame, di freddo, di paura”.

Per quanto riguarda l’immigrazione dall’Africa – prosegue Leoni, qualche anno fa ideai, come architetto, un progetto che poteva essere finanziato dalla Banca Mondiale. Un progetto che prevedeva la creazione di un enclave sulla costa della Libia, un protettorato europeo. Acquistando un appezzamento di 50 chilometri quadrati si sarebbe potuto realizzare una città con canoni europei con ospedale, aeroporto, case per i profughi… . Imprese europee al lavoro con operai locali che avrebbero imparato un mestiere per continuare poi a gestirsi in proprio senza scappare dai propri territori per approdare come derelitti sulle nostre coste”.

Il progetto di Leoni fu depositato, nessuna risposta arrivò dalla politica, ma resta tutt’ora valido e Federalismo Sì intende promuoverlo.

Una città europea sulle coste dell’Africa un’ enclave come Hong Kong o Marrakech potrebbe ospitare almeno quattro milioni di persone e costituire una buona prospettiva di lavoro e di vita per i bravi africani che resterebbero così nel proprio continente. Ma evidentemente la cosa non è gradita ai trafficanti di schiave del sesso e di narcotici che con i barconi esportano anche la loro delinquenza.

“Ho avuto la fortuna di nascere a Varese ma, se fossi nato in certi paesi africani, paragonando il livello di vita di quei posti alle immagini che i canali internazionali televisivi offrono, non avrei avuto nessuna esitazione a mettermi in cammino per arrivare in Europa. – conclude Leoni – Dal mio punto di vista serve dunque un progetto della banca mondiale per affrontare il problema Africa, un progetto vero non l’ennesima colonizzazione, un progetto di amore e sviluppo nel rispetto di esseri umani, persone, abbandonate a se stesse, governate il più delle volte da personaggi cresciuti nelle scuole europee, dove hanno appreso solo la tecnica del comando e non quella della democrazia”.

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