Arte, poesia, cultura

Oggi è la ricorrenza di Santa Cecilia, patrona della musica

Oggi è la ricorrenza di Santa Cecilia, patrona della musica. Giovane romana martirizzata al tempo delle persecuzioni contro i cristiani nel terzo secolo D.C. ha ispirato opere di mirabile valore e bellezza. Pensiamo “all’Estasi” di Raffaello, ai ritratti di Domenichino, Rubens, Poussin, di Artemisia Gentileschi ed alla splendida opera scultorea del Maderno che possiamo ammirare nella Basilica a lei dedicata in Roma.

Cecilia è stata anche degnamente celebrata in letteratura da Chaucer, e dal musicista Hendel in una bellissima Ode scritta in suo onore. La Musica, Arte delle Muse, ha una sua Santa protettrice proprio per il fondamentale  ruolo che ricopre nella vita di noi tutti.

Dall’antica Grecia in poi si è sostenuta l’importanza della musica, arte che si adatta alle evoluzioni storiche sociali e che accompagna la rappresentazione di ogni momento storico. La musica è un binario inscindibile con l’uomo, un modo per sentirsi uniti, è universale e supera ogni barriera sociale e culturale.

Ha sempre fatto parte della vita di ognuno e ne è una componente fondamentale; sia in campo religioso che civile; ha accompagnato gli eserciti in marcia per la libertà dei popoli, è il mezzo per eccellenza per esprimere quelle emozioni profonde che non si riescono a descrivere con le parole.

Ha una importante funzione sociale, serve a costruire nuovi rapporti e sprona a stare insieme e ad unirsi perché ha un linguaggio universale che distrugge le differenze ideologiche. La musica sa unire la diversità degli strumenti e la molteplicità delle voci  che formano le Orchestre ed i Cori e che suonano e cantano come fossero una sola voce e che insieme respirano.

Grazie alla musica molti riescono a dialogare anche in condizioni estreme: pensiamo al periodo di isolamento forzato a causa del Covid, quando ha alleviato e reso meno angoscianti le giornate passate in solitudine. Ricordiamo tutti i flash mob che si sono tenuti dai balconi per condividere alcuni momenti di musica collettiva oppure, quel musicista di strada di Milano che ha suonato le note di “O mia bela Madunina”, simbolo della città meneghina.

Tutto questo ci fa comprendere che anche nei momenti di grande difficoltà ascoltare la musica può essere un bel rimedio per il nostro benessere interiore e che essa serve anche in campo medico; infatti con la musicoterapia si favorisce il rilassamento del corpo e della mente. Attraverso la musica possiamo ripensare ad un preciso istante della nostra vita; essa ci parla di nostalgia, di esperienze e di ricordi belli o brutti già vissuti.

Non esistono culture senza musica; essa continuerà per sempre a giocare un ruolo vitale per la sopravvivenza dell’umanità e per la nostra memoria collettiva.

Valentina Vangelisti 

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