Arte, poesia, cultura

Murano, bollette salate come il mare. A rischio l’antica arte del vetro soffiato a bocca

L’Isola di Murano è conosciuta in tutto il mondo per una eccellenza: la soffiatura e la lavorazione artistica del vetro. Questa arte millenaria, scomparsa dal resto dell’Italia, oggi rischia una crisi senza ritorno. All’inizio del 2020 è arrivata la pandemia che ha messo in ginocchio il turismo ed ha fatto precipitare le vendite. Ora un’altra tegola arriva sulla testa delle fornaci! L’aumento in modo esponenziale del costo del gas metano, che potrebbe raggiungere persino il 400%, ha già portato alcune microimprese alla chiusura; altre stanno per chiudere. Tenere aperta una fornace ha sempre avuto un costo di almeno 5.000 euro al mese di energia. Qual è il rischio? Non solo una perdita economica enorme per un settore unico nel suo genere che sarà costretto ad aumentare il prezzo del prodotto anche del 50%, andando così fuori mercato, ma anche di annullare una tradizione millenaria di un territorio unico al mondo.

Materiale estremamente malleabile e quindi adatto ad essere soffiato e modellato allo stato incandescente, il vetro si distingue per il gusto estetico e l’uso di più colorazioni. Grande tradizione da secoli, è stata tutelata all’interno di questa isola, protetta dalla maestria e dalla passione che anima questi artisti i quali, lavorando sul territorio, hanno mantenuto in vita centinaia di piccole e micro imprese vetrarie. Dal 1291 lo Stato di Venezia attribuì solo alle vetrerie di Murano l’origine storica di tale arte, tanto è vero che ancora oggi alcune dinastie vetrarie esercitano la loro attività ininterrottamente.

Nel corso dei secoli la categoria dei vetrai divenne quella più in vista nell’isola: tanto che godettero dell’immunità dai procedimenti giudiziari da parte dello Stato Veneziano e alle loro figlie venne permesso di sposarsi con le famiglie più importanti di Venezia. Le loro spettacolari tecniche di lavorazione del vetro sono state mantenute fino ad oggi e Murano è rimasta sede di studi/laboratori di artisti di altissimo livello. Fra i più importanti Maestri vetrai ricordiamo Paolo Venini, Archimede Seguso, Ercole Barovier, Carlo Moretti. Va ricordato che la lavorazione del vetro di Murano oltrepassa le logiche strettamente commerciali perchè ogni Maestro è un Artista che realizza pezzi unici destinati ad acquisire valore nel tempo.

Purtroppo l’arte millenaria del vetro dava già segni di cedimento: sono molte le aziende del settore che chiedono una lotta alla contraffazione per la tutela del loro lavoro e delle loro creazioni. Esiste infatti una miriade di produttori, specie in estremo Oriente che, copiando il lavoro degli artisti di Murano, esercitano una concorrenza sleale contro di loro con prodotti sicuramente più economici, ma privi di alcun valore ed originalità. Minacciata dai falsi “Made in China” l’isola del vetro sta lottando da diversi anni per non sparire. Le fornaci oggi sono ridotte a circa 250 e il numero degli occupati è sceso a non più di 1.000. Ed ora il caro bollette rischia di far scomparire il settore.

Quello di Venezia e della sua Laguna, con la sua straordinaria bellezza artistica e naturale è un luogo “sacro” per questo artigianato di pregio, ed espressione della genialità di uomini che con la propria Arte ha segnato questo territorio. E’ un patrimonio da conservare e tutelare, e non da distruggere, lasciando che si soffochi con la contraffazione e la concorrenza sleale che una politica centralista e miope la quale pensa solo al proprio guadagno, fa aumentare i costi dell’energia, indispensabile per la vita di queste imprese.

Quella vetraria è un’Arte che merita di esistere ancora a lungo, da difendere come bene di tutti, alla quale va data una garanzia di continuità; in un sistema Federalista ci sarebbe invece una maggiore attenzione per le eccellenze locali che fanno grandi i territori. Si contribuirebbe così a realizzare una virtuosa valutazione e conservazione dei mestieri che garantirebbe anche un mantenimento generazionale della occupazione. I giovani non avrebbero la necessità di “emigrare” lontano dai loro territori perché gli si offrirebbe l’opportunità di fare parte di una “eccellenza!” da portare nel futuro.

Valentina Vangelisti

Fonti: Repubblica.it, Corriere del Veneto.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...