Arte, poesia, cultura

Livigno (Livign), lo spirito indipendentista più alto d’Europa. “in ricordo dell’amico Narciso Zini livignasco doc.”

La storia di Livigno, “Livign” in dialetto, e della sua valle è fatta di lotte per la sua libertà, perché, data la sua posizione, era punto di passaggio obbligato tra Lombardia, Repubblica di Venezia e l’Impero Austriaco. Incastonata tra l’Engadina e l’alta Valtellina, si trova in una valle che scende per 15 chilometri fra due catene di monti che degradano da 3.000 a 1.800 metri. Con la vicina frazione di Trepalle, Livigno è l’abitato permanente più alto d’Europa.

Il fiero popolo di Livigno è riuscito nel corso dei secoli a mantenere la sua indipendenza con grande fatica e coraggio, a cominciare dall’uso dei boschi e dei pascoli, oggetto di pretese da parte di Bormio fin dall’antichità. I documenti ci riportano testimonianze delle invasioni dei vicini Veneziani e Retici che invadevano la vallata di Livigno, devastando i pascoli e derubando il bestiame. Ciò rendeva sempre più precaria e difficile l’economia dei Livignaschi, schiacciati sotto il tallone dello straniero. Dal secolo XV l’occupazione di altri vicini, i Grigioni, portò loro un sistema organizzativo contraddistinto da una certa autonomia civile e giurisdizionale.

Livigno, isolata nei mesi invernali a causa della neve, aveva già nel 1400 un suo Pretore che emetteva sentenze per cause minori; la prima vera esplicazione di autonomia si concretizzò nel 1477 quando la Chiesa di Livigno si staccò da quella di Bormio. La strada era così aperta: nel 1600, quando i Francesi penetrarono nell’Engadina attraverso la valle di Livigno una leggenda narra che i fautori della vittoria dei Livignaschi furono i morti del paese che, sdegnati dalla profanazione, insorsero contro il nemico gridando: “via di qua!”.

Questo episodio è ricordato da un graffito posto sul palazzo Municipale; è una leggenda ma è anche il segnale della “personalità indipendentista” di Livigno che continua nel tempo.

Oggi Livigno attraverso la Legge del 1910, riconosciuta anche dalla CEE nel 1960 gode dello status di zona extradoganale ed è pertanto esente da alcune imposte statali, la prima delle quali è l’IVA, ed è considerato nei confronti della Comunità Europea paese terzo.

Definito “il piccolo Tibet” questo angolo della Valtellina con un manto di neve fino a maggio, possiede circa 115 chilometri di piste sciistiche per ogni livello, ed è una destinazione di eccellenza per gli sportivi, sciatori, per chi pattina sul ghiaccio. E’ frequentata anche nella bella stagione avendo circa 10.000 ettari di verde pascoli e vastissimi prati.

Vi sono numerosi sentieri da percorrere e tante guide alpine sempre presenti per accompagnare i turisti, si possono fare lunghe passeggiate a cavallo, si può visitare la famosa Latteria dalle mille mucche Brune Alpine, dove al mattino di buona ora si può fare colazione nell’incontaminato ambiente montano.

Oltre allo shopping, vi sono molti eventi che attirano i turisti: il “trofeo delle contrade”  (gara notturna di sci in costume tradizionale) la “ciaspolada”  (corsa con racchette), la festa del “fen” (raccolta del fieno), la “Ghibinet” (la Befana Livignasca), “l’Alpenfest” ( festa dell’agricoltura).

Livigno è una sorpresa continua, un’eccellenza del territorio dove si parla un dialetto Lombardo Alpino con influenze Romance parlato da circa 5.000 persone, dove possiamo assaporare nei numerosi ristorantini piatti di grande tradizione come i pizzoccheri, gli sciatt, il taroz. Qui le case tradizionali si chiamano ‘l bàit e i rustici “toila” e “stala” completamente edificati in legno con tronchi sovrapposti.

Siamo veramente di fronte ad un patrimonio culturale, geografico, economico e storico da salvaguardare; il mondo di questa montagna, con la sua tenacia, si sta riprendendo anche dalle difficoltà causate dalla pandemia benchè esso non abbia potuto contare su misure di sostegno adeguate.

Dopo due anni di lontananza forzata e di blocco delle attività commerciali auguriamo ai Livignaschi una ripresa senza più chiusure nè disagi.

(In ricordo dell’amico Narciso Zini)

Valentina Vangelisti

Fonti: Wikipedia, www.livigno.eu

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