Arte, poesia, cultura

Prepare il Presepe, per noi è un rito. Una tradizione che il Parlamento europeo ha già provato ad oscurare. Ma noi non possiamo rinunciare alla nostra identità, alle nostre radici. Quindi Buon Natale!

Preparare il Presepe è per noi un vero rito. La nostra struttura spirituale è permeata da queste tradizioni che portano avanti e trasmettono alle generazioni future modelli rispettosi delle Persone e dei Popoli basate sull’Umanesimo Cristiano. Già una volta il Parlamento Europeo ha vietato di ospitare il Presepe nei suoi uffici; quest’anno c’è stato un tentativo, inserito in un documento poi ritirato, che raccomandava di evitare gli auguri con riferimento al Santo Natale, da sostituirsi col “Buone Feste”. Ciò con la motivazione di mostrare la natura inclusiva dell’Europa verso tutte le credenze dei suoi cittadini.

Il Presepe ha accompagnato la nostra infanzia; costruire il Presepe è una cosa bellissima che abbiamo fatto insieme ai nostri  genitori e che adesso facciamo con i nostri figli e nipoti. Appartiene alla nostra cultura ed alla nostra identità; proviene dalle radici del nostro continente, è storia e spirito e patrimonio delle nostre famiglie.

La sua storia nasce nel 1223 quando San Francesco volle mettere in scena la Sacra Famiglia con il paese di Greccio che gli ricordava Gerusalemme. La sua tradizione affonda le radici nel cattolicesimo; prima osteggiato nei paesi Luterani, poi, dagli anni ’20 del secolo scorso il Presepe è diventato una tradizione anche dei paesi scandinavi. Lo troviamo infatti nelle chiese, negli ospedali, ed è uso comune farlo rappresentare nelle scuole. La scena della Natività è molto variegata nei diversi territori dove il Presepe viene adattato secondo le usanze locali.

Nella tradizione del Trentino esso è legato all’artigianato in legno, attivo in molte località come in Val Gardena e in Val di Fiemme dove esiste il più antico Presepe mobile che risale al 1390.

In Liguria, specialmente a Genova, vanta antiche tradizioni e ha dato vita nel ‘700 ad una vera scuola, caratterizzata dalla pregevolezza dei materiali usati (famosi sono i Presepi del Maragliano).

In Emilia Romagna si usano figure non vestite di stoffe, ma scolpite per intero; in Piemonte troviamo sempre nel Presepe la statua di Gelindo, il pastore che ospitò nella sua capanna la Famiglia.

In Abruzzo e nelle Marche è caratterizzato dall’ambiente collinare e montuoso simile a quello naturale, assente ogni forma di sfarzo ma tante pecore e pastori.

Il Presepe siciliano invece rifulge di statue vestite di broccato con accessori in oro e argento; tipico è l’uso del corallo, dell’avorio, e delle conchiglie. Famosi sono i Presepi di Caltagirone dove prevale la ceramica.

Diffuso nelle zone del sud Italia è quello napoletano, caratterizzato per lo sfarzo, l’affollamento delle figure e l’ambientazione urbana. A Napoli esistono le vie dei Presepi dove, durante tutto l’anno, gli artigiani realizzano statue anche “eccentriche” che raffigurano personaggi di conosciuta attualità.

Queste rappresentazioni del Presepe che troviamo nei diversi territori sono la dimostrazione che esso è una tradizione molto sentita proveniente dal mondo Cristiano e piena di simboli: la stella cometa, il fiume, la grotta, l’acqua, i pastori e le pecore.

Nonostante tutti i tentativi di affondare la tradizione del Presepe noi non possiamo prescindere dalla nostra Storia, dalla nostra Identità, dalle nostre Radici.

BUON NATALE A TUTTI !

Valentina Vangelisti

Fonti: Wikipedia

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