Arte, poesia, cultura

I Benetton, nonostante la scellerata gestione delle autostrade, incassano dallo Stato una buonuscita di 9,3 miliardi e un abbuono di una decina di miliardi di debiti accumulati con la società Atlantia. In un libro di Gianni Dragoni “LA SACRA FAMIGLIA” gli affari, la politica, le amicizie. Il capitalismo secondo i Benetton.

I nomi e le storie dei protagonisti di una lobby inossidabile. Un libro inedito che racconta dal di dentro come funziona l’establishment italiano. I protettori del gruppo, i favori ricevuti, le rendite garantite.

«Il ponte era pericoloso e andava chiuso? Non mi risulta» – Gianni Castellucci, AD di Atlantia, poche ore dopo il crollo del ponte Morandi di Genova

In questi giorni torna alla ribalta la notizia della buonuscita miliardaria, 9,3 miliardi, che lo Stato, cioè tutti noi, ha concesso ai Benetton come liquidazione per la società Atlantia, che ha gestito in modo così scellerato le Autostrade, tando da provocare il disastroso crollo del ponte Morandi, per mancata manutenzione e incuria.

Il processo non è ancora iniziato ma il nostro governo ha deciso che, alla famiglia che detiene la maggioranza di Atlantia, venga concesso questo bonus miliardario. Tra l’altro la cessione di Atlantia allo Stato comprende anche i dieci miliardi di perdite registrati dalla società. In questo libro Gianni Dragoni rivela la storia della dinastia e i retroscena che hanno permesso ai “magliai” (avevano cominciato con una maglieria) Benetton di diventare una delle imprese più potenti e ricche in tutto il mondo, naturalmente pagando le tasse per lo più nel paradiso fiscale del Lussemburgo. Non sia mai che chi guadagna tanto in Italia debba pagare le tasse sul nostro suolo. A quello ci pensano operai, pensionati e piccole imprese che non hanno santi in paradiso e che vengono vessati con imposte e tasse ormai insopportabili. Pare che i Benetton di santi in paradiso ne avessero molti. Specialmente quelli che avevano incarichi pubblici e li hanno favoriti nei loro affari, una volta andati in pensione sono stati ricompensati con incarichi di rilievo nelle società guidate dai Benetton. Il libro è rivelatore e i fatti citati non sono stati smentiti.

Ecco cosa si legge nella presentazione dell’opera di Gianni Dragoni: I “nuovi Agnelli”. Padroni di tutto. E intoccabili. Chi sono i Benetton? Quali sono i metodi, le relazioni, le complicità che hanno consentito alla famiglia di Treviso di diventare così ricca e potente, in grado di dettare condizioni ai governi anche dopo il crollo del ponte Morandi che ha causato quarantatré morti? Con documenti ufficiali, testimonianze, tutte fonti non smentite, questo libro racconta come, partendo dai maglioni colorati, i Benetton siano riusciti a costruire un impero che comprende autogrill, autostrade, aeroporti, stazioni ferroviarie, immense aziende agricole da Maccarese alla Patagonia, immobili in tredici paesi del mondo, pacchetti azionari nei presidi strategici della finanza italiana, come Mediobanca e Assicurazioni Generali, e a diventare soci importanti di Telecom e Alitalia, nonché azionisti dei principali gruppi editoriali, Rcs che controlla «Corriere della Sera» e «La Gazzetta dello Sport», «Il Sole 24 Ore», Caltagirone Editore con un corredo di giornali che spazia da «Il Messaggero” a «Il Mattino». Ecco come è nato questo enorme impero, come si è sviluppato e grazie a chi. La storia dei Benetton è la fotografia del capitalismo relazionale italiano, di come interessi privati riescano a imporsi sugli interessi e il bene della collettività fino al punto da minare la sicurezza di tutti noi cittadini.

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