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Siamo letteralmente “alla canna del gas”. Quella in corso è una guerra delle fonti energetiche. L’Europa è la scacchiera sulla quale si confrontano le due superpotenze di Putin e Biden. Basta con i confronti tra politologi. Abbiamo bisogno di ragionamenti semplici e concreti

Enrico Mattei morì, in un misterioso incidente aereo, il 27 ottobre del 1962, poche ore dopo un memorabile discorso a Gagliano Castelferrato (Enna), dove disse ai siciliani che il petrolio trovato nelle loro terre avrebbe portato benessere e permesso agli emigrati all’estero di ritornare a casa.

Si dice che la caduta del velivolo su cui viaggiava fosse provocata dalla malavita ma ordinata dalle Sette Sorelle, le potenti compagnie petrolifere multinazionali che all’epoca, e anche ora, fanno il bello e il cattivo tempo quando si parla di energia, di trasporti, di economia globale, perché, se si blocca l’energia si ritorna all’età della pietra. Chi ha in mano il potere energetico ha in mano il mondo ormai automatizzato e non più abituato all’autosufficienza dell’uomo delle caverne. Niente energia, tutto si ferma.

Cosa c’entra Enrico Mattei con la guerra in atto alle porte dell’Europa? C’entra eccome!

Mattei voleva con l’Eni sfruttare le nostre risorse energetiche italiane, sia per il gas nell’Adriatico e in molte zone del sottosuolo italiano, sia per il petrolio siciliano e rendere il nostro Paese indipendente dalle superpotenze. A gas e petrolio si aggiungono inoltre le energie alternative di cui siamo ricchi, sole, acqua e vento a volontà per lo sviluppo di energia solare, eolica e idroelettrica. Aggiungerei anche il bio gas che si può produrre con gli allevamenti animali e con i prodotti dell’agricoltura.

C’è chi minimizza questo patrimonio energetico, vedi Renzi, per motivi politici, e La Russa che promuove il nucleare.

Sarà una percentuale bassa rispetto alla necessaria, l’energia che possiamo produrre sul nostro territorio ma comunque perché non cominciare, non provarci?

Il conflitto non è di questi giorni ma sono anni che si respirano venti di guerra.

E tutto sembra essere studiato perfettamente a tavolino dai grandi strateghi. Ricordiamo che Putin era un dirigente importante dei Servizi Segreti e il suo consigliere, Nikolai Patrushev, è un’alta carica del Kgb.

Sembra poco credibile quindi che l’operazione a cui si è dato avvio ora ai confini con l’Ukraina sia stata decisa improvvisamente.

Da parte di Biden e degli Usa altrettanto. Sembrava che non aspettassero altro che una provocazione per scatenare sanzioni e sentirsi autorizzati a intervenire, tramite le numerose basi Nato, disseminate sulla nostra penisola e in tutta Europa.

Ma è l’Italia, per la sua posizione strategica, da sempre oggetto di interesse da parte delle superpotenze.

Gli Usa hanno combattuto durante la guerra fredda perché la Russia non potesse fornirci gas tramite i due gasdotti stream che sono stati bloccati. E ora Biden propone di diventare nostro fornitore di gas che sarebbe trasportato con le navi gasiere.

Possiamo solo immaginare cosa significa essere succubi totali degli Usa per l’energia, significa essere succubi delle nostre ricchezze naturali e imprenditoriali, già messe a dura prova dal lockdown sanitario e dalla concorrenza sleale verso i nostri prodotti eccellenti, fatta con la propaganda di scadenti succedanei, grana, parmigiano, olio e vino in primis ma anche carne, frutta e verdura e prodotti dell’industria meccanica come le auto. Un elenco lunghissimo di eccellenze che ora l’Italia non ha più.

I venti di guerra soffiano da sempre. E la guerra fredda ora sta diventando incandescente con la minaccia di una guerra nucleare…

Gabriella Poli

Categorie:news

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