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San Patrizio, patrono d’Irlanda e simbolo della sua indipendenza, si festeggia il 17 marzo in molte parti del mondo. Leoni, Bossi e i federalisti, da sempre legati a questa ricorrenza che interpreta il rispetto per l’identità e l’autodeterminazione dei popoli

Un concerto a Belfast inaugura le celebrazioni per la ricorrenza di San Patrizio, patrono d’Irlanda ma festeggiato in molte parti del mondo. San Patrizio simboleggia la battaglia dell’Irlanda per l’indipendenza. Il ricco programma delle iniziative porta sulle strade delle città e dei villaggi dell’isola tanti appuntamenti diversi e momenti di creatività, teatralità e divertimento.

Ma le celebrazioni di san Patrizio si svolgono anche in molti altri Paesi del mondo: dagli Stati Uniti all’Europa fino all’Australia. Da 13 anni, infatti, si svolge l’evento “Global Greening” (#globalgreening), legato a un messaggio di speranza: la sera del 17 marzo oltre 700 iconici monumenti di numerosi Paesi del pianeta si colorano di verde, in un virtuale abbraccio di amicizia e speranza. Nel nostro Paese si illumineranno 30 siti diversi, tra cui la Torre di Pisa, il Pozzo di san Patrizio a Orvieto, la cascata dell’Isola del Liri, la Colonna Traiana, Villa Spada e la Fontana dell’Acqua Paola di Roma, la Terrazza a Mare di Lignano Sabbiadoro, la Rocca di Lonato del Garda, la Torre del Bramante di Vigevano, la Bollente di Acqui Terme, il Palazzo del Municipio di Parma e Palazzo Merlato di Procida, Capitale della Cultura 2022. E, ancora, Castel Nanno in Val di Non, Palazzo Cabrino di Novara, il Santuario della Madonna di Loreto in Alta Valle Intelvi e il monumento ai caduti a Castiglion della Pescaia.

Ovunque sull’Isola, dalle città ai paesi più piccoli, si festeggia con riti, banchetti e tanta birra. E a questo proposito l’iconico brand irlandese Guinness, in collaborazione con il Turismo Irlandese, sfida i suoi fan con il gioco “Don’t touch my St Patrick’s”. L’iniziativa è divisa in due momenti: virtualmente sulla pagina Facebook di Guinness e fisicamente nei pub di Milano. L’obiettivo è mettere alla prova la creatività dei fan della birra irlandese, raccontando quello che sono disposti a dire pur di recarsi nei pub per festeggiare con gli amici. I locali del capoluogo lombardo mettono a disposizione uno speciale sottobicchiere dove è possibile scrivere la propria scusa, mostrarla al barista e ricevere una pinta in omaggio. (Ansa)

«Mando i miei auguri a tutti gli irlandesi per la celebrazione del loro Santo Patrono, San Patrizio, il 17 marzo. L’Irlanda mi ha dedicato un Premio internazionale di danza irlandese, la Bossi Cup, e la loro vicinanza mi ha sempre reso orgoglioso. Tanti auguri Irlanda!». È il messaggio che Bossi, ha rivolto nella settimana irlandese (Seachtain na Gaelige) dedicata alle celebrazioni di San Patrizio. Ad Ennis (Contea di Clare), città dell’Indipendentista irlandese Eamon De Valera, divenuto poi presidente della Repubblica d’Irlanda, si svolge a partire dal 2003 la competizione di Danza irlandese dedicata a Umberto Bossi. Danzatori provenienti da tutta l’Irlanda e dall’estero partecipano alla competizione. In palio una coppa con la scritta Bossi Cup e il premio storicamente più desiderato (inviato da Bossi), ovvero le cinture di cuoio incise con simboli celtici usate prima dell’avvento delle coppe nelle varie premiazioni. In Irlanda la “Rivolta di Pasqua” è considerata una delle tappe iniziali della nascita della Repubblica indipendente. (La Prealpina)

Ma chi era, davvero, San Patrizio? Il vero nome di San Patrizio era Maewyin Succat, visse tra il 385 e il 461 ed era di origini scozzesi. A sedici anni fu rapito dai pirati irlandesi e venduto come schiavo a re Dalriada, sovrano di un regno che allora comprendeva parte della Scozia e dell’Irlanda.

TRA REALTÀ E LEGGENDA. Fuggito dalla corte, il giovane si fece diacono col nome latino di Patrizio e divenne poi vescovo. A lui papa Celestino I affidò il compito di evangelizzare le terre irlandesi: il futuro santo lo svolse con grande impegno, favorendo la contaminazione tra elementi cristiani e celtici pagani. San Patrizio è collegato anche al simbolo dell’Irlanda, il trifoglio. Per spiegare agli irlandesi la Trinità (un unico Dio, in tre Persone e non tre Dio), Patrizio utilizzò proprio il trifoglio.

PERCHÉ SI DICE “POZZO DI SAN PATRIZIO”? Si racconta che Patrizio pregasse in una caverna molto profonda nell’isolotto lacustre di Lough Derg, nella contea irlandese di Donegal. Secondo la leggenda, talvolta spingeva i fedeli ad avventurarsi in essa perché potessero vedere con i loro occhi l’ingresso dell’inferno. Oggi con l’espressione “pozzo di san Patrizio” si indica una riserva misteriosa e infinita di ricchezze.

PERCHÉ IN IRLANDA NON CI SONO SERPENTI? Leggenda vuole che sia stato proprio Patrizio a scacciare i serpenti dall’Irlanda. Nel 441, al termine di un digiuno di 40 giorni e 40 notti sul monte Croagh Patrick, il santo avrebbe scagliato una campana da una montagna, facendo fuggire per il frastuono tutti i serpenti… . Più probabilmente, però, l’assenza di questi rettili è dovuta all’ultima era glaciale, terminata circa 12 mila anni fa. Per gli scienziati, il freddo avrebbe tenuto lontano i serpenti fino al disgelo, quando l’Irlanda era ormai diventata un’isola. A quel punto, coi mari circostanti, per loro sarebbe stato impossibile raggiungerla. Gli studiosi però non sono tutti d’accordo sulla situazione precedente all’era glaciale: per alcuni i serpenti non ci sarebbero mai stati (nessun fossile è stato trovato), per altri si sarebbero estinti a causa del freddo. (Focus)

Per maggiori informazioni: irlanda.com

Fonti: Focus, Ansa, La Prealpina

Categorie:news

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