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A Tombolo (Pisa), c’è Camp Darby, il più grande arsenale bellico americano d’Europa. La popolazione delle città vicine teme il potenziamento della base Usa già previsto dalle autorità

A Tombolo (Pisa) c’è Camp Darby, il più grande arsenale bellico americano d’Europa. A due passi dal porto di Livorno, dall’areoporto di Pisa e dalle città stesse. La popolazione teme il potenziamento della base Usa già previsto dalla Nato, dato che nella base si sono succeduti numerosi inquietanti accadimenti.

Nel 2000 a Camp Darby cedettero 8 soffitti di altrettanti depositi di munizioni e si dovettero rimuovere 100.000 ordigni: le autorità italiane non furono informate se non a lavori ultimati. Ricordiamo a chi legge che questa base militare si trova in località Tirrenia, luogo di villeggiatura marina, dove le famiglie vanno a passare le vacanze. Quindi le persone sono state esposte, ignare del pericolo, al rischio concreto di una catastrofe.

Dal 2015 si è parlato di una riduzione della Base, ma ciò è rimasto lettera morta. Invece è stato potenziato il collegamento della stessa via acqua col porto di Livorno, attraverso un canale che è la componente determinante per la velocità dei traffici. E così dal porto di Livorno mensilmente partono navi USA progettate proprio per trasportare centinaia di veicoli militari del Camp Darby verso i porti di scali mediorientali usandoli nei conflitti di Siria, Iraq e Yemen.

Non bastando il collegamento via canale, è stato deciso di costruire una nuova linea ferroviaria che avrà un grande terminal all’interno della Base; questo permetterebbe il passaggio di due treni al giorno ed avrà un costo di 45 milioni di dollari in parte a carico della NATO (Compresa l’Italia). Questa nuova infrastruttura porterà un forte impatto ambientale: comporta infatti l’abbattimento di circa mille alberi e lo sconvolgimento del Parco di San Rossore, polmone verde della zona.

Camp Darby fa parte del sistema della basi USA in Italia; aperta nel 1952, dopo che il Governo De Gasperi aveva stipulato con il governo Statunitense un accordo di collaborazione, ed è il più grande arsenale che fornisce le forze Statunitensi in Europa, Medio Oriente e Africa. Inoltre è il più grande deposito di materiale bellico esistente fuori dal territorio degli Stati Uniti.  Sulla sua superficie di quasi un milione di mq.,   ci sono 12 bunker che ospitano un milione e mezzo di proiettili e bombe, 2.500 carri armati Hunter, 2 battaglioni corazzati e 2 battaglioni di fanteria che velocemente possono essere inviati in zona di guerra. Infatti il porto di Livorno e l’aeroporto di Pisa si può dire che sono a due passi.

In questa base sono presenti armi di tutti i tipi: cannoni, mezzi blindati, missili, carri armati, questi ultimi  esposti fino agli anni ’70 sulla principale via di scorrimento della zona, la Via Aurelia. In tal modo chi transitava poteva vedere la presenza del potente alleato.

Grazie alla sua posizione al centro del Mediterraneo, Camp Darby ha svolto la sua funzione nelle operazioni di guerra di Libia, Iugoslavia, Libano, Guerra del Golfo.

Questo sito ha fornito la maggior parte delle armi per le due guerre a guida USA contro l’Iraq del 1999 e del 2003; la stragrande parte dei missili per aerei nella guerra di Iugoslavia negli anni 1998/2001.

Non solo rifornimento di armi ma anche base “golpista” della Cia nel piano Gladio (secondo l’inchiesta dei Giudici Casson e Mastelloni). Camp Darby è una delle basi che ha fornito esplosivi per Piazza Fontana, Capaci, e Via D’Amelio” (secondo l’inchiesta del Giudice Imposimato).

La tragedia del Moby Prince del 10 aprile 1991 dove perirono 140 passeggeri è un’altra vicenda nella quale si intrecciano scenari inquietanti. In quella sera nella rada del Porto di Livorno vi era un grande traffico di navi militari USA che trasbordavano materiale e non solo, con probabile destinazione Somalia e Croazia. La collisione tra la Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo ha portato ad aspetti molto dibattuti sulla dinamica del disastro; un fatto è certo che Ufficiali USA di stanza a Camp Darby tentarono di cancellare alcune prove.

Aumenteranno anche i rischi per gli abitanti: i treni che transiteranno saranno carichi di armi ed esplosivi, in zone molto popolose e vicinissime alle abitazioni, nel porto di Livorno potranno attraccare anche navi a propulsione nucleare.

In questo tragico momento di conflitto armato avere una polveriera di dimensioni così rilevanti e così vicina a noi, ci conduce a lanciare un appello: chiediamo  che i nostri territori non siano destinati a scopi bellici, ma conservati come beni preziosi per chi vi abita e per coloro che verranno.

Valentina Vangelisti

Fonti: Manlio Dinucci su www.retedellapace.ithttps://www.pandora.it/?p=7261,  La Nazione, www.quinewspisa.itwww.paxchristi.ithttps://magazine.cisp.unipi.it

Categorie:news, Riflessioni

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