Lezioni di Federalismo

Una grande delusione chiamata Unione Europea. Altiero Spinelli tradito nella sua visione di una Federazione di Stati per unire popoli con origini storiche e culturali comuni. Il manifesto di Ventotene distrutto dalla burocrazia

Silvio Rossi – Ho avuto l’onore di conoscere personalmente Altiero Spinelli ed in un paio di occasioni ho pure potuto scambiare quattro chiacchere con lui sul tema europeo. Altiero Spinelli, assieme ad Ernesto Rossi, è stato uno dei padri fondatori di quella che poi è diventata l’ attuale Unione Europea.

Il grande sogno europeo di Altiero Spinelli era principalmente basato su una Europa federale sull’esempio di quella Confederazione Svizzera, dove le persone oppresse si rifugiavano e potevano vivere in pace, dove lo stesso Altiero aveva potuto riparare dopo l’8 Settembre con la famiglia, dopo gli anni di prigionia trascorsi nell’isola di Ventotene.

Il sogno di una federazione europea, che iniziava con il famoso Manifesto di Ventotene, si basava principalmente sul principio di unire i popoli europei, popoli con origini storiche e culturali comuni, che si erano in passato spesso combattuti per conquiste di territori e per interessi economici .

L’idea di Altiero Spnelli e di Ernesto Rossi era una federazione di Stati, che avrebbe dovuto essere cementata da interessi comuni reali su settori fondamentali come la politica estera e l’economia, in modo da far sì che vi fosse una complementarità nei vari settori economici non in concorrenza e che non vi fossero inutili spese analoghe per fini equivalenti.

I padri fondatori dell’Unione Europea, in poche parole, non avrebbero concepito che Francia e Gran Bretagna, assieme agli Stati Uniti, bombardassero la Libia e poi avvisare il Ministro degli Esteri della UE ( “Alto rappresentante dell’ l’Unione per gli affari esteri e la politica della sicurezza”!) a cose fatte, come non avrebbero concepito che ogni Stato si dotasse di armamenti in modo autonomo e non complementare agli altri membri.

Principalmente non avrebbero concepito che l’Unione Europea diventasse un enorme apparato burocratico, che si aggiungesse agli apparati burocatici degli Stati membri per complicare ulteriormente la vita dei cittadini, oltre naturalmente a costare 27 volte ( tanti sono i Paesi membri) di più di quello che costa la buroacrazia nazionale.

Non avrebbero concepito che vi fosse un Parlamento con tre sedi diverse, che comportano spese triple per spostamenti, oltretutto anche dispersivi e costosi, a tutto vantaggio di una burocrazia autoreferenziale, che è l’unico settore, assieme ai poltronari della politica, ad avere vantaggi concreti dall’Unione Europea così come è strutturata.

Una burocrazia che, oltre a ottenere vantaggi, visibilità e potere, ha pienamente dimostrato il peggio di ciò che la burocrazia in genere partorisce; in particolare la burocrazia europea ha basato la propria linea di guida nello scambiare i numeri con gli esseri umani e il caso Grecia ne è stato la dimostrazione. In Grecia le banche,principalmente quelle francesi e tedesche, prima hanno concesso liquidità a dismisura spesso senza senso, dopodichè, attraverso l’Unione Europea, hanno strozzato il Paese per non fallire, causando macelleria sociale al Paese Ellenico.

L’Europa, che grazie alle economie degli Stati membri, Italia inclusa, compete con gli Stait Uniti d’America in termini di potenza economica, nello scacchiere internazionale è un nano politico, alla mercè di Stati con economie infinitamente inferiori come la Russia e la Turchia, come accaduto nel caso Libia.

Mentre la Cina, il Giappone, la Russia, l’India si accaparrano zone di influenza economica in tutto il terzo mondo attraverso accordi politici, che poi diventano economici, l’Europa sta perdendo spazio un po’ dappertutto, succube dello strapotere statunitense, che quasi sempre domina la politica europea a proprio piacimento, spesso con grossolanità e la dimostazione di ciò la si può vedere propri in occasione del conflitto in Ucraina, dove la “grande Europa” prende gli ordini da un Presidente Americano, che dopo poco più di un anno di potere non gode più del 30 % del consenso nel Paese che governa e che lascerà un disastro anche per lo stesso Paese di cui è Presidente.

Stiamo assistendo al fatto che il Presidente della Commissione UE Ursula Von der Leyen e del Consiglio Europeo Charles Michel visitano l’ex comico Zelesky, che interpreta molto bene la sua parte per conto di altri, per prendere ordini da lui, per non parlare della visita dello scorso anno in Turchia al Califfo Erdogan, dove per la Presidente della Commissione non si era preaprata neppure una sedia in quanto donna , giusto per dimostrare quanto l’Unione Europea venga considerata dagli altri Stati.

Una Europa che, mentre stabulisce quanti centimetri devono essere i cetrioli, non ha mai addottato una politica energetica, per cui ci siamo trovati alla mercè di Paesi che possono decidere di fare fallire centinaia di migliaia di aziende, oltre a costringere centinaia di miglia di cittadini al freddo.

Per fortuna, ci dicono, c’è Gigino, l’africano, che è riuscito a trovare il gas in Congo , in Angola e in Mozambico, dove l’eventuale gas dovrà essere liquefatto e trasportato in Italia per essere nuovamente rigassificato, naturalemente con extracosti , che saranno a carico di aziende e cittadini.

Sarà pagato in dollari e euro e non in rubli: peccato che tutti questi Paesi sono russofoni e intrattengono stretti rapporti commerciali con la Russia, per cui i nostri dollari ed euro torneranno tranquillamente in Russia con pure il costo di intermediazione……altro che embargo!

L’ultimo colpo all’Europa arriverà , se, come si spera, prima o poi tornerà la pace, con l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea: Paese distrutto dalla guerra per il quale , come il Presidente Zelessky ha già quantificato, occorreanno 7 miliardi di Euro al mese per la ricostruzione e per il futuro ingresso promesso e sollecitato da TUTTI i componenti del poltronificio europeo; accoglieremo pertanto un Paese povero con una guerra civile in atto da oltre 50 anni e che certamente non terminerà con l’eventuale ingresso nella Unione Europea; il tutto sempre a carico del contribuente europeo.

Di fronte alle critiche dei cosiddetti euroscettici la prima risposta degli europeisti convinti è sempre stata che con l’Unione Europea l’Europa aveva goduto di oltre mezzo secolo di pace; oggi possiamo giustamente sfatare anche questa affermazione: proprio oggi ci troviamo in guerra per colpa della Unione Europea.

Fornire armi che vengono introdotte in Ucraina attraverso Paesi UE e facendo partire i droni, che hanno causato l’affondamento dell’incrociatore Mosca nel mar Nero, dalla base siciliana di Sigonella non ci mette al riparo di una possibile ritorsione e di fatto ci pone come co-belligeranti.

Purtroppo oggi, con il conflitto in Ucraina, l’oltranzismo di certi settori americani ha completato l’ obbiettivo di sempre : la distruzione del sogno di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi e di tutti gli altri europei, come il Generale De Gualle e lo stesso Berlusconi, che avevano posto le basi per una Europa forte economicamente, con fonti energetiche certe e a buon mercato, baricentro della politica mondiale assieme alla Russia, che, non dimentichiamolo, è anch’essa fiscamente e culturalmente una nazione europea.

Ci volevano far credere che la brexit sarebbe stata una catastrofe per la Gran Bretagna , in verità non lo è stata. In ogni caso la Gran Bretagna se n’è andata con un referendum, col quale la decisione è stata demandata al popolo, cosa che in Italia si guardano bene di fare, perchè , malgrado la stragrande maggioranza dei mass media si schiererebbe contro l’uscita, il risultato non sarebbe del tutto scontato.

Molte persone, come il sottoscritto, vogliono una Europa, ma sentono la necessità di una Europa diversa da quella che ci ritroviamo oggi; di questo l’élite ha timore!

Silvio Rossi (Federalismo SI)

2 risposte »

  1. Ottime considerazioni che da osservatore esterno, condivido pienamente. Il modello federale, che abbiamo costruito in Svizzera, ha subito un lungo processo di sviluppo a livello politico, sociale ed economico. Il federalismo elvetico non è la conseguenza di un schiocco di dita… ed ecco il modello è servito.
    Continua nella sua evoluzione adattandosi continuamente agli scossoni interni e alle spallata di una politica europea di difficile interpretazione.
    Il federalismo promuove una gestione indipendente da parte degli elementi di base (per noi i Cantoni), ma definisce anche in maniera chiara i doveri del governo centrale… cosa che ad oggi è difficile da trovare nel contesto europeo. Certo è che con la nostra arroganza da europei (definizione geografica) stiamo facendo affondare la barca… e anche velocemente.

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