Editoriale

Libertà di stampa negata. Quando l’informazione si trasforma in propaganda i cittadini diventano burattini in mano a loschi affaristi. Mi chiedo come sia possibile inviare armi al fronte di guerra quando metà degli italiani è contraria. Prove di dittatura? Perché non fanno un referendum popolare su guerra sì – guerra no, armi sì – armi no?

Gabriella Poli – Sto pensando alla libertà di stampa nel nostro Paese. L’Italia è piazzata al 58° posto perdendo 17 posizioni nella classifica di “Reporters sans frontieres”. Per compilarla sono stati presi come riferimento il quadro politico, giuridico, sociale ed economico. Al primo posto, su 180, la Norvegia seguita da Danimarca e Svezia, Estonia e Finlandia. La Germania scende alla 16a posizione, il Regno Unito invece sale alla 24a, la Francia alla 26a e gli Stati Uniti alla 42a. La Russia è al 155° posto e l’Ucraina al 106°. Ultima posizione la Corea del Nord.

58° posto dunque per il Bel Paese, superato anche da Gambia e Suriname, Giamaica e Namibia. Alla faccia della democrazia, perché sappiamo bene che laddove non c’è libertà di informazione non c’è nemmeno democrazia. C’è davvero da riflettere. Quando l’informazione si trasforma in propaganda i cittadini sono burattini in mano ai loschi affaristi che vogliono trasformare il mondo a loro uso e consumo. Quindi siamo in piena dittatura. E non da oggi o dall’anno scorso.

La libertà di stampa (non è mai stata libera, sempre al servizio degli editori collusi con la politica, ma almeno salvava le apparenze) si perde completamente a partire dagli anni ’90, quando si ha una concentrazione di testate in mano a colui che nel ’94 divenne presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi appoggiato dagli Usa e dai poteri forti.

Nel Marzo dell’anno scorso pubblicai, su questo magazine, Federalismosi.com un articolo dal titolo “Informazione libera per liberi pensatori per un Mondo non “Nuovo” ma migliore” quanto mai attuale. Ne ripropongo un estratto:
Il pensiero unico dilagante a proposito del tutto, politica, economia, emergenza sanitaria, cultura etc. ci spaventa, anzi ci fa inorridire. Come siamo arrivati a questo punto? Come siamo arrivati ad essere agli arresti domiciliari senza aver commesso reati? Nel nodo scorsoio del terrorismo sanitario delle multinazionali del farmaco che sono le stesse che gestiscono la finanza, l’economia, la politica, l’informazione? Nessuno potrà avere dubbi, se solo si ferma a riflettere, di cosa ci sta succedendo a livello mondiale. Grande distribuzione con bilanci attivi e piccola distribuzione alla fame, banche e finanziarie che si arricchiscono sulla pelle dei piccoli commercianti e esercenti che hanno chiuso i battenti, dei lavoratori dipendenti senza lavoro, costretti a svendere attività e prima casa per mangiare. Non siamo negazionisti, non siamo complottisti ma non vogliamo uniformarci al pensiero unico, al “Mondo Nuovo” descritto così bene da Aldous Huxley nel suo capolavoro letterario scritto nel 1932.
“Un romanzo dall’inesausta forza profetica ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, nel quale ogni aspetto della vita viene pianificato in nome del razionalismo produttivistico e tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso” si scrive in una nota all’edizione Oscar Mondadori del 2016. E ancora “I cittadini di questa società … in cambio del benessere fisico” (leggasi vaccini senza garanzia, in mano alla Mafia sanitaria, che per ora servono a dilapidare le casse degli Stati) “devono rinunciare a ogni emozione, a ogni sentimento, a ogni manifestazione della propria individualità”.
Ma tornando alla libera informazione e alla libertà di pensiero, anche se Voltaire sembra non abbia mai detto la famosa frase “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire“, la condividiamo…. .”

Quando scrissi queste righe eravamo in piena pandemia poi siamo passati all’emergenza guerra ma la musica non è cambiata. Dai vaccini raccomandati alle armi da spedire al fronte il passo è stato così breve che non ha lasciato tempo per riflettere. E la propaganda continua incessante a ripetere il mantra “c’è un aggredito e un aggressore”, nella speranza che i cittadini continuino ad abboccare alla narrazione unica. Sembra che la Rai, ultima in Europa, abbia dovuto ammettere che nell’acciaieria di Mariupol i civili erano ostaggio dei nazisti Azov che non li lasciavano uscire usandoli come scudo umano. E le mogli – modelle, che hanno girato l’Italia in un tour di propaganda organizzato, raccontando quanto i loro cari mariti nazisti azov non erano cattivi… ? Accolte con tutti gli onori dalle autorità cittadine e ospiti in molte trasmissioni televisive? Forza della propaganda a scapito della informazione.

Vergogna alla stampa adagiata, appecorata, scendiletto, lacché. Vergogna a chi invita in trasmissione giornalisti del calibro di Toni Capuozzo e di Fulvio Grimaldi, solo per citarne alcuni, per poi togliere loro la parola con facilità proprio nel momento in cui rivelano verità fuori dal coro. Non se ne può più di questa censura degna di una sottile e grande dittatura atlantista. Paese degno di un 58° posto.

Gabriella Poli

Categorie:Editoriale, news

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