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Referendum giustizia 2022, si vota il 12 giugno per i 5 quesiti, ammessi dalla Corte Costituzionale, durante un election day, insieme alle elezioni amministrative comunali. La Consulta ha dichiarato inammissibili tre quesiti che riguardavano l’eutanasia, la legalizzazione della coltivazione della cannabis e la responsabilità civile diretta dei magistrati

Referendum 2022, quando si vota in Italia: la data e l’orario – È partito l’iter che porterà alle urne 50 milioni di italiani. A inizio marzo la Corte Costituzionale ha pubblicato le sentenze sui quesiti non ammessi, a fine marzo il governo ha deciso quando si vota per i referendum 2022, e infine sono arrivati i decreti che ufficializzano la data della tornata elettorale: in Italia cittadini sono chiamati alle urne domenica 12 giugno quando si terranno anche le elezioni amministrative previste in quasi mille città italiane (election day) delle Regioni a statuto ordinario. Solo in Toscana le comunali sono previste in 28 città. Si tratta dell’ultimo weekend disponibile per le votazioni referendarie, che dovevano svolgersi nel periodo tra il 15 aprile e il 15 giugno. L’orario delle votazioni per i referendum del 12 giugno 2022 va dalle ore 7 alle 23. I Comuni hanno iniziato le procedure per la nomina degli scrutatori, a cui sarà corrisposto un compenso, e informeranno i cittadini su come richiedere la tessera elettorale. L’ultima tornata referendaria in Italia risale a due anni fa, quando gli elettori approvarono la legge di riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari (vinse il sì con il 69,09%, ma non era necessario il quorum, come succede invece in questo caso, vedi sotto).

Quali sono i quesiti sulla giustizia – Sono 5 i quesiti ammessi dalla Corte Costituzionale per i referendum del 12 giugno 2022, si tratta di referendum abrogativi sul tema della giustizia, vediamo per cosa si vota in Italia e la spiegazione di cosa cambia tracciando una X sul Sì:

Incandidabilità dopo la condanna – il primo quesito del referendum chiede di abrogare la parte della Legge Severino che prevede l’incandidabilità, l’ineleggibilità e la decadenza automatica per parlamentari, membri del governo, consiglieri regionali, sindaci e amministratori locali nel caso di condanna per reati gravi

Custodia cautelare durante le indagini – il secondo dei cinque quesiti del referendum 2022 chiede di togliere la “reiterazione del reato” dai motivi per cui i giudici possono disporre la custodia cautelare in carcere o i domiciliari per una persona durante le indagini e quindi prima del processo

Separazione delle carriere – Questo terzo quesito chiede lo stop delle cosiddette “porte girevoli”, impedendo al magistrato durante la sua carriera di passare dal ruolo di giudice (che appunto giudica in un procedimento) a quello di pubblico ministero (coordina le indagini e sostiene la parte accusatoria) e viceversa

Valutazione degli avvocati sui magistrati – il quesito chiede che gli avvocati, parte di Consigli giudiziari, possano votare in merito alla valutazione dell’operato dei magistrati e della loro professionalità

Riforma Csm – si chiede che non ci sia più l’obbligo di un magistrato di raccogliere da 25 a 50 firme per presentare la propria candidatura al Consiglio Superiore della Magistratura*

* Se prima delle votazioni per il referendum 2022 passasse in parlamento la riforma Cartabia che prevede l’abolizione di questa soglia di firme, il quesito decadrebbe in automatico.

Come si vota per il referendum abrogativo: c’è il quorum? – A differenza di un referendum costituzionale confermativo, in Italia per un quesito abrogativo è previsto il quorum perché l’esito delle urne sia valido, ecco la spiegazione in parole povere: per i 5 referendum sulla giustizia per cui sono previste le votazioni il 12 giugno 2022 dovrà esprimersi almeno il 50% più uno degli elettori. Questa percentuale viene rilevata per ogni singolo quesito. Sotto la soglia del 50% più uno, il risultato del referendum sarà nullo e non ci saranno cambiamenti alle leggi.

Si può rifiutare la scheda? – Ecco quindi la spiegazione su come funzioneranno le consultazioni e come si voterà per i referendum sulla giustizia. Ai cittadini saranno consegnate 5 schede, sulle quali saranno scritti i quesiti, e basterà tracciare una X sul “Sì” (per chiedere di abrogare e annullare una legge o una parte di essa) o sul “No” (perché resti tutto come adesso), ma gli elettori avranno la possibilità di rifiutare una o più schede, per non essere conteggiati in quella determinata consultazione e non influire sul relativo quorum. Tutte le informazioni saranno pubblicate sul sito del Ministero dell’Interno.

Quando e come si vota all’estero – Anche i cittadini italiani che hanno la residenza all’estero possono votare per il referendum del 12 giugno 2022, via corrispondenza, ma devono fare domanda entro l’11 maggio 2022, un mese prima della data delle elezioni. Per richiedere il voto “a distanza” è necessario compilare un modulo e inviarlo al Comune italiano in cui si è iscritti nelle liste elettorale, via posta, fax, mail (anche non pec). Può essere inoltre recapitato a mano da una persona diversa dall’interessate. Oltre al modello in carta libera compilato è necessario allegare anche copia di un documento di identità valido e specificare l’indirizzo estero dove far arrivare il plico elettorale. Non è possibile votare per il referendum 2022 fuori dai confini italiani senza avere una residenza all’estero da almeno 3 mesi: bisogna essere iscritti all’AIRE (anagrafe italiani residenti all’estero), viene chiarito nella spiegazione sul sito del Ministero dell’Interno, dove è scaricabile anche il modello pdf.

Fonte “Il Reporter”

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