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Autostrade: la brutta “storia infinita”. Dai cantieri in galleria alle barriere fonoassorbenti farlocche, una serie di idiozie truffaldine senza soluzione di continuità

Pier Luigi Torielli – I cantieri sulle autostrade liguri, dai primi di luglio, sono quasi del tutto spariti ma non illudiamoci, è soltanto una tregua estiva, torneranno a settembre e sarà nuovamente un incubo per i poveri automobilisti che dovranno attraversare la regione per motivi di lavoro o di turismo.

Chi negli anni scorsi ha percorso le autostrade liguri nelle ore notturne, non può aver dimenticato che dalle 22 alle 6 del mattino seguente, in alcune tratte, bisognava uscire e percorrere la viabilità ordinaria, fatto che provocava code e perdite di tempo.

Lo scopo di quei blocchi autostradali non era la messa in sicurezza delle nostre fatiscenti autostrade ma quello di installare le barriere fonoassorbenti che pare siano costate ai  contribuenti la gigantesca cifra di ben un miliardo di Euro! In tal modo si forniva così anche  la giustificazione per aumentare ulteriormente i pedaggi.

Nei mesi scorsi, oltre alla miriade di cantieri aperti per mettere in sicurezza la rete autostradale dopo il crollo del ponte Morandi, che obbligava gli automobilisti a continui slalom e ne metteva in pericolo anche l’incolumità, si sono dovuti aprire anche i cantieri per rimuovere le suddette barriere antirumore perché, pare, non fossero a norma…

Oggi i responsabili dell’installazione delle barriere  sono a giudizio della Magistratura genovese e agli indagati è contestato lo stesso modus operandi che ha portato al crollo del viadotto Morandi: un altro mega processo.

E infatti anche qui sotto accusa ci sono il numero uno, il numero due e il numero tre della concessionaria di allora: l’ad G. Castellucci e i due dirigenti P. Berti e M. Donferri Mitelli, tutti già finiti ai domiciliari l’11 novembre 2020 per le barriere fonoassorbenti “farlocche” che per anni hanno messo in pericolo gli utenti.

Le indagini hanno evidenziato come dirigenti e funzionari di Aspi e Spea avessero acquistato e montato pannelli antirumore con la consapevolezza di avere acquistato in mala fede materiale fuori norma oltre che  pericoloso, tanto che in A-12 si sono verificati distacchi e rotture.

Ci auguriamo che il processo si concluda in tempi ragionevoli e che non si prescriva, come spesso accade.

Non sarebbe stato meglio utilizzare quel miliardo di Euro per mettere in sicurezza la rete autostradale anziché in inutili barriere antirumore e per di più farlocche?

Chi oggi percorre l’autostrada da La Spezia verso Livorno, nel  tratto dopo Sarzana, potrà constatare che anche lì stanno installando chilometri di barriere antirumore.

Speriamo che questa volta siano a norma….

Non riusciamo a comprendere però quale è  l’utilità di queste barriere perché per lunghi tratti, ai lati dell’autostrada, non ci sono abitazioni, aziende, scuole, ecc., niente di niente, ma soltanto campi incolti.

Era proprio necessario e così urgente installare queste barriere fonoassorbenti?

Non sarebbe stato meglio utilizzare i denari  spesi per questi inutili lavori e destinarli alla messa in sicurezza dei viadotti e delle gallerie?

Sarà anche questa volta una buona scusa per poter aumentare ulteriormente i pedaggi?

Pier Luigi Torielli

Fonti: Repubblica.it

Categorie:news, Riflessioni

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