Riflessioni

Patrimoniale? Nel nostro Paese c’è già! La raccolgono i sindaci con le multe agli automobilisti. La necessità di rimpinguare le casse comunali è dovuta all’ingordigia dello Stato centralista. Urge un serio federalismo fiscale!

Pier Luigi Torielli – La patrimoniale? Nel nostro Paese c’è già! È incassata dai Comuni attraverso i vigili urbani, vendicativi come l’Alberto Sordi in un famoso film, che non guardava in faccia nemmeno al suo Sindaco. Eravamo allora nei primi anni del boom motoristico e la cosa ci faceva sorridere. Oggi ci fa piangere, svuotando le nostre tasche.

Il Ministero dell’Interno, nei dati che comunica, ci racconta che in una città come Milano, il comune incassa oltre cento milioni all’anno solo attraverso le contravvenzioni erogate agli automobilisti.  Un prezzo carissimo per il discutibile privilegio di avere un’auto con la quale recarsi ogni giorno al lavoro.

In questo “giochino” sembrano specializzate soprattutto alcune amministrazione di centrosinistra che hanno finito però per contagiare anche  molte giunte di centrodestra.

Nelle amministrazioni è difficile buttarla in politica,  il bilancio non ha colore.

I vari Sindaci e Assessori, quando si chiedono loro delle spiegazioni,  allargano le braccia, ma intanto riempiono le casse, tartassando i cittadini che già stentano ad arrivare a fine mese. Fare cassa con gli autovelox è facilissimo, è sufficiente piazzare le odiose macchinette nei punti in cui si sa che l’automobilista è indotto ad appesantire il piede sull’acceleratore, o peggio, nascondendole in punti strategici, tradendo  il principio che invece dovrebbero servire  a garantire la sicurezza di chi guida e di chi passa di lì, e non a far cassa con troppa facilità.

Ovviamente è corretto penalizzare chi non rispetta le regole. Se le sanzioni non esistessero le strade sarebbero simili ad una giungla. La legge però deve essere applicata in modo ragionevole ed equo. E quando parliamo di multe, il verbale non è affatto uguale per tutti.

Il Comune di Milano, ogni anno, vede  gli automobilisti pagare 13 milioni per multe da autovelox mentre il Comune di Napoli incassa soltanto 27 mila euro.

Nel 2021 il Comune di Melpignano, nel Salento, in provincia di Lecce, che ha appena 2.135 abitanti, nel corso dei 12 mesi non ha visto comminare una sola multa per sosta in doppia fila, per divieto di sosta o a qualche automobilista distratto che sia passato col semaforo rosso.  Ha fatto però  multe per eccesso di velocità mediante l’utilizzo dell’autovelox per un importo di Euro 4,98 milioni, facendola diventare   la principale industria cittadina.  Una cifra astronomica, a spese anche di turisti.

Basti pensare che il comune di Bari che ha 325 mila abitanti, 150 volte il Comune di Melpignano, ai suoi cittadini nello stesso anno sono state comminate sanzioni per eccesso di velocità per  800 mila Euro.

Abbiamo l’impressione di assistere ad una schizofrenica guerra dichiarata contro l’intera categoria degli  automobilisti. Occorre che il nuovo Governo pensi seriamente ad una pace fiscale anche per gli automobilisti e sensibilizzare le Amministrazioni locali ad interventi più mirati alla prevenzione che alla penalizzazione.

Pensiamo che la necessità dei vari Comuni di rimpinguare le casse sia dovuta all’ingordigia di uno Stato centralista che raccoglie e mal ridistribuisce.

Sarebbe opportuno che si pensasse ad un serio federalismo fiscale.

Pier Luigi Torielli

Fonti: Il Giornale, La Gazzetta del Mezzogiorno

Categorie:Riflessioni

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