Riflessioni

Pugnalata la democrazia in Italia. La vecchia politica ha abiurato al potere economico e massonico. Ben venga una nuova proposta autonomista e federalista!

Fulvio Curioni – Vero che dal 2018 la politica abbia abiurato al potere economico e massonico ancora presente nel nostro Paese e, piangere sul latte versato, di queste inaspettate (per nulla) elezioni settembrine anticipate di pochi mesi dalla loro naturale scadenza, poco serva.

Una strategia di alternanza dei poteri forti è in atto, quasi il Paese fosse un palcoscenico da teatrino oratoriano di un piccolo borgo, sul quale recitare una commedia già vista troppe volte: destra, sinistra, centro in lizza ad aggiudicarsi scampoli di poltrone parlamentari edite da un Rosatellum ancora meglio preoccupato di catapultare dal potere centrale romano, politici (quale eufemismo letterale!) preoccupati per nulla di una rappresentanza territoriale sostituita da un nuovo servilismo al Comandante di turno al potere.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio!

Mi spiego meglio: la attuale Legge elettorale ha di fatto sfoltito le poltrone, spianando la strada ad un sistema politico centralizzato su interessi di parte e per nulla interessato alla crescita della Repubblica, orfana di una Prima Repubblica senza ad oggi una Repubblica Democratica espressione non di una sovranità popolare bensì di pochi eletti con una manciata di voti, visto il crescente preoccupante astensionismo e disaffezione verso la politica in Italia.

Programmi da lunapark, uniti a ad una censura verso chi volesse portare nel parlamento nuove voci, persone, progetti politici, riduce il nostro stato ad una velata dittatura ben lontana dallo stato di diritto, ormai proclamato sulla carta costituzionale.

La democrazia, il nostro faro istituzionale, irrinunciabile insieme alla libertà di pensiero e di opinione, paiono pugnalate da ora, al di là di ogni ragionevole cambiamento di scena, provenga da destra o sinistra, passando dal centro. Una eterna e lenta agonia istituzionale e politica in grado di continuare a utilizzare montagne di soldi provenienti dall’Europa, sprecati in inutili “bonus” capaci di nascondere la verità agli Italiani: quella di un parlamento incapace di un reale progetto di lungo respiro, che porti il debito pubblico ad un pareggio di bilancio, unica via per un vero rilancio economico, imprenditoriale, sociale e democratico del nostro Paese.

Ecco la vera alternativa a tanto marciume, ripartendo dal Nord, un appello al popolo del non voto, per rendere il voto palese e non segreto nell’urna. Una nuova proposta politica da parte dei soggetti autonomisti e federalisti, in grado di scuotere le coscienze ed i valori della gente per bene, delle regioni del Nord, umiliate da faccendieri politici e stanchi di promesse non realizzate nonostante ben sei milioni di gente dei nostri territori abbia espresso il cambiamento referendario.

Pronti allora ad iniziative forti, e non più appelli, tra la gente, in questo caldo agostano che non molla, proprio l’augurio a non mollare, in nome dei territori del Nord, della gente bella e comune, di un progetto rivoluzionario, opposto alla spedizione dei mille vandali mercenari unificatori falsi di un Paese falso e per nulla unito, forti dei sei milioni di cittadini capaci di garantire federalismo fiscale ed autonomismo reale.

Fulvio Curioni

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