Riflessioni

PNRR, i fondi stanziati penalizzano i comuni del Nord a favore delle Regioni in cui prevale il modello dell’assistenzialismo di stato.

Valentina Vangelisti – L’utilizzo attento e prudente delle risorse assegnate all’Italia nell’ambito del PNRR potrebbe essere una ottima occasione per mettere in salvo o conti pubblici. Se si riuscirà a fare questo, si potranno avere le condizioni per ridare le ali al tessuto imprenditoriale italiano, da parecchio tempo in crisi.

Si deve assolutamente scommettere sulle imprese che operano sui territori alle quali deve andare una quantità di risorse del PNRR tale da rinvigorirne il tessuto produttivo.

Guardando la graduatoria dei Comuni ammessi al finanziamento di rigenerazione urbana del 2022 si nota un Nord penalizzato rispetto ad un Sud, che ha ottenuto in gran parte denaro per i progetti delle Amministrazioni locali e che tante volte non è stato speso a causa della gigantesca burocrazia.

I criteri con i quali sono stati ripartiti tali fondi del PNRR sono discriminanti nei confronti dei Comuni del Centro-Nord sotto i 15.000 abitanti. Vi sono infatti al Nord migliaia di Comuni che hanno elaborato interessanti progetti nel settore della Rigenerazione Urbana e una intera Regione, il Veneto, che non figurano assolutamente nell’elenco dei fondi del PNRR a questo scopo destinati.

A bocca asciutta anche la Lombardia che aveva presentato 697 progetti di cui soltanto a pochissimi sono stati destinati questi fondi. E tutto questo perché tali territori sono ritenuti dal Potere centrale, Amministrazioni locali “meno svantaggiate”. Secondo l’ANCI del Veneto, la loro posizione in fondo alla classifica Nazionale per quanto riguarda questi aiuti, è causata proprio dal criterio seguito per il riparto dei fondi, basato sull’indice di vulnerabilità sociale e materiale delle famiglie.

Evidentemente c’è un grave sbilanciamento: pertanto, al Nord, locomotiva d’Italia, che ha sempre camminato veloce e altrettanto velocemente lavorato, deve essere riassegnata una parte dei Fondi che non gli sono stati destinati per così realizzare la “crescita del PIL e la messa in sicurezza dei Centri Urbani”.

I Fondi del PNRR non possono e non debbono essere spesi in modo non produttivo con la conseguenza di un aumento del debito pubblico senza dall’altra parte aumentare la produttività interna. Le città del Nord, più sicure, più volenterose ed operose, caratterizzate da modelli di sviluppo avanzati non debbono continuare ad essere penalizzate; e di contro non debbono essere premiati quei territori caratterizzati da modelli dove prevale l’assistenzialismo di Stato.

Valentina VangelistiFonti: www.lavocedirovigo.itwww.ilgazzettino.it

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