Lezioni di Federalismo

L’Italia è una unione infelice e forzata di popoli differenti. Più attuale che mai la questione settentrionale e la riforma federale dello Stato

Roberto Gremmo – Che lo Stato italiano metta assieme popoli differenti non lo può negare nessuno; ma e’ un fatto che si tratti di un’unione infelice; nata dalla violenza delle avventure militari risorgimentali e non, come la Svizzera, dalla libera scelta dei cittadini.

E’ un fatto che la realtà variegata dell’Italia e’ sempre stata ammessa persino dai più accaniti sostenitori della sua unificazione.

Alcuni di loro, più avveduti ed obiettivi di altri, hanno tuttavia evidenziato un ulteriore caratteristica, un’originalità che ancor oggi giustifica la rivendicazione di autonomie differenziate fra i diversi territori della Repubblica.

Il primo a sostenere che non esisteva una sola nazione ma tre aree socio-culturali ben caratterizzate e’ stato addirittura un militare, il generale piemontese Giacomo Durando, autore nel 1846 di un saggio intitolato impropriamente alla “Nazionalità italiana” che però dalle analisi dell’alto ufficiale appariva tutt’altro che omogenea.

 Infatti Durando scriveva che non le armi ma la natura aveva diviso l’Italia in tre ben distinte regioni che egli individuava in quella continentale della valle del Po, che chiamava “Eridania”; in quella peninsulare che battezzava “Appenninica” e in quella insulare. 

Zone differenti, che “differiscono nelle condizioni geo strategiche”

e che avrebbero dovuto costituire dei regni distinti.

Come purtroppo sappiamo, i sovrani sabaudi cui erano dirette le riflessioni del generale fecero orecchio da mercante, non tennero in alcun conto le fondate osservazioni e le ragionevoli proposte del loro suddito e preferirono obbligare tutti i popoli a sottomettersi “al rombo del cannon”, facendo strame il più possibile delle loro incancellabili peculiarità.

Passati gli anni, caduti il regime autoritario dei Savoia e quello totalitario delle camicie nere, la Repubblica ha solo parzialmente e maldestramente preso atto della realtà evidenziata da Durando. 

Ma l’esistenza di tre distinte italie resta un fatto. 

Per questo sono attuali la questione settentrionale e una seria riforma federale dello Stato. Manca solo la volontà politica.

Roberto Gremmo

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