Fulvio Curioni: “Facciamo festa alla Caterina”

Provocatorio il titolo e provocatoria la riflessione, da uomo, a quanto ancora accade giornalmente. Una donna su quattro, in tutto il mondo, è vittima di violenza domestica. Sono abitualmente aggredite da un marito o da un partner maschile. Il rapporto condotto dall’OMS e dai partner delle Nazioni Unite evidenzia come la violenza domestica inizi da giovane età per un quarto delle ragazze tra i 15 e 19 anni impennandosi poi in giovani donne tra i 30 e 39 anni.

Le restrizioni pandemiche hanno di fatto aumentato, secondo il report, delle Nazioni Unite almeno 15 milioni di casi in più di violenza domestica in tutto il mondo. Tale rapporto analizza solo la violenza fisica e sessuale, con stime molto maggiori se allargato ad altri tipi di violenza sulle donne, ma quali le cause anche se ormai note a tutti. Credo occorra intuire come anche il nostro paese soffra di maschilismo imperante, talmente permeato nella educazione al rapportarsi e nel confronto di genere, inesistente, rafforzato da antiche mentalità, vale a dire modus operandi permeati di falso moralismo da un lato e falsa attenzione istituzionale dall'altro, partorendo cosi' di fatto un generale avvallo unito ad una possente omertà nell'estirpare radicalmente questa piaga sociale.
A nulla quindi valgono giornate di memoria e di festa o celebrazioni di morte con palloncini al cielo, a nulla vale piangere lacrime false quando ognuno di noi assiste impotente ad una impunità di uomini che dopo avere ammazzato le loro donne e magari anche i loro figli tentano il suicidio, puntualmente mai realizzato e con codardia poi da loro stessi invocato.
Una grande farsa quella sulla violenza alle donne, rappresentata su di un palcoscenico cinico che annovera troppe vite di donne violentate, stuprate, uccise, una farsa pervasa da una ignorante mentalità dura a morire, e forse invece purtroppo sempre più attuale e presente in interi tessuti sociali abbandonati al loro destino.
Durante la trasmissione Chi l'ha visto abbiamo assistito alla testimonianza di Caterina, all'interno di una chiesa aperta a ciascuno di noi. Picchiata, umiliata, offesa fino al midollo da un uomo cieco di brutalità. l'appello viene spontaneo ed è così spontaneo da temerne l'impotenza nel cambiare davvero pagina, nel tentare di chiedere scusa ogni giorno, nello scuotere istituzioni assenti anche in queste piaghe sociali, maschiliste e quindi incapaci di svegliarsi da un torpore codardo ed indegno e neppure quindi anocra pronte a gestire e normare rapporti di genere verso una nuova umanità.

Casalpusterlengo 18/3/21 Fulvio Curioni

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