Fulvio Curioni: “Parliamo di transizione ecologica”

Visto che Draghi ci ha promosso un nuovo ministero, occorre iniziare a prenderne coscienza poiché giudicare senza conoscere resta purtroppo uno sport nazionale legato all’ignoranza.

Le riflessioni del ministro Cingolani intervenuto alla conferenza preparatoria della strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, semplicemente dunque cosa fare per raggiungere l’obiettivo di un ambiente pulito e sano, cioè la conoscenza della situazione e delle istanze presenti. Parte dal presupposto, Cingolani, di come il concetto di transizione ecologica non sia ancora univocamente definito tra gli stati. Un pianeta diviso tra stati debitori e stati creditori, diviso dal punto di vista dell’energia, dell’aspettativa di vita, della scolarizzazione, della disponibilità di acqua, quindi la transizione non può essere nè globale nè locale, si usa in genere il termine glocal per pensare ad una transizione globale ed antropologica, non solo ecologia dell’ambiente ma bensì ecologia della mente, della società con regole globali tradotte in precise scelte dei territori. Sostenibilità ed ecologia sostenibile allora, tradotta oggi nei bilanci economici delle aziende che chiedono finanziamenti e ne mostrano la possibile sostenibilità al rientro del capitale ottenuto in prestito, una contabilità ambientale che comprenda una parte economica ed una fisica, i conti economici devono allora valutare le risorse naturali e le interazioni uomo /ambiente utilizzando come unità di misura la moneta, bilanci “green” sui quali torneremo ad approfondirne i contenuti.

Viviamo quindi in una società del debito non solo economico, ma anche ambientale, con sfide ben precise: il climate change, cambiamento climatico, l’inquinamento e qualità dell’aria, l’inquinamento chimico caro a chi utilizza i fanghi chimici in agricoltura, il ciclo del rifiuto, l’uso delle risorse naturali, il sistema cibo e biodiversità, una filosofia del giusto pianeta e giusta società, il concetto di cobeneficio. Su queste sfide, volutamente, elencate, ci torneremo, giusto per creare una coscienza civica, presupposto di analisi per meglio comprenderne i benefici.

Il neo ministro conclude il suo intervento convinto che occorra come paese, guardare al futuro con l’ottica della prevenzione, passando dall’analisi del rischio di tutto quello che facciamo, in vista dell’utilizzo delle risorse derivanti dal recovery plan, quindi una attenta osservazione del territorio attraverso satelliti, droni, sensori da terra, inserendo i dati in un cloud sicuro, analizzarli con l’intelligenza artificiale per monitorare coste, aree verdi, parchi naturali, discariche, perdite degli acquedotti e condutture, resistenza delle infrastrutture e ponti al fine di completare ancora tratte locali non finite.

Il 4 ottobre 1964 Aldo Moro in qualità di Presidente del Consiglio inaugura l’autostrada del sole, 755 chilometri da nord a sud attraverso valli, opera costruita in soli pochi anni, riusciremo noi in questo momento storico a superare tali stature e lungimiranze politiche? La risposta deve essere per forza certa e realizzabile poiché il tempo delle attese è scaduto.

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