Fulvio Curioni: “Tira una brutta Aria anche in agricoltura in Lombardia”

TIRA UNA BRUTTA ARIA ANCHE IN AGRICOLTURA IN LOMBARDIA

Scriviamo ancora di Aria, già oggetto di cronaca sulla pessima gestione vaccini, per denunciare come, esista anche nella nostra eccellente regione un mancato controllo dei meccanismi amministrativi e tecnici e del personale preposto nell’erogare i servizi al territorio conseguenti le norme regionali. Mi spiego meglio, la regione Lombardia ad esempio, nel portale di accesso del mondo agricolo, prevede una apposita sezione di servizi ed informazioni addirittura “a portata di mano” e quindi il cittadino residente, in teoria, vi accede e trova ristoro alle proprie attese e bisogni.

Ma non funziona così, ad esempio, nel settore agricoltura, ove troviamo una ridente pagina dedicata alle domande più frequenti dei cittadini alla direzione agricoltura (FAQ), seguiti da accessi sulla banca della terra, sul portale degli agriturismi in Lombardia, sulle regole per raccogliere funghi, concludendo le informazioni sul servizio fitosanitario regionali, cose utili e piacevoli senza dubbio, ma, l'impresa agricola che vuole programmare la sua stagione agraria, oppure inserirsi nel mercato delle Gdo, oppure capire meglio dei fondi europei utili alla sua crescita economica o progetti futuri, oppure dialogare con l'opr (organismo pagatore regionale), oppure gestire il proprio fascicolo aziendale, oppure ancor meglio il Sian (sistema informatico nazionale per lo sviluppo dell'agricoltura), insomma questa benedetta impresa agricola deve rapportarsi in un penoso labirinto di informazioni e disinformazioni atte a dissuaderla da un attiva e fattiva interazione con la regione Lombardia.
Se a questo aggiungiamo pure come, siti quali l'opr o il sian restino di esclusivo appannaggio gestionale alle associazioni di categoria (Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Confai ed altre ancora) ecco che veramente tira una brutta aria in regione per quanto attiene ad esempio il settore agricolo. Assistiamo impotenti ad una mancanza di rispetto alle dirette imprese agricole presenti nel nostro territorio, non solo depistate nel semplice approccio al portale di regione per riceverne un servizio ma pure oggetto di una mancanza di diretto accesso alle loro personali posizioni con enti indispensabili ad una vita aziendale, quali il Sian o l'opr di appannaggio e delega di falsa rappresentanza alle sole associazioni di categoria agricole.
Dunque, vorrei mettere in evidenza come, al singolo cittadino utente non solo non arrivi una chiara e precisa comunicazione su temi che lo riguardino, ma anche gli sia vietato approcciare e dialogare con gli enti predisposti per legge a fornire risposte a precise sue richieste operative. Certo non stiamo scrivendo dei disservizi di Aria ma ugualmente vorremmo sottolineare ad esempio, quale brutta aria tiri anche in agricoltura in barba a questi numeri da capogiro essendo la Lombardia da diversi anni la prima regione agricola d'Italia: producendo il 37% del latte italiano, il 42% del riso italiano, il 40% dei prodotti suinicoli italiani con una copertura di suolo agricolo pari al 69% del territorio lavorato da 50.000 aziende agricole. Questi i numeri e questa la mancanza di risposte chiare a bisogni veri che non possiamo liquidare solo con campagne amiche .

Casalpusterlengo 23/3/21 Fulvio Curioni

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