La cicala e la formica

La bellissima favola dello scrittore greco Esopo del VI secolo a.c. contiene una morale cosi’ riassunta: chi non fa nulla, non ottiene niente, ed è per questo che occorre impegnarsi. Dai ruggenti anni craxiani, nonostante l’altalenante politica mista a rigore ed a falsi miraggi economici e finanziari, il paese versa in un continuo delirante stato di abbandono.

Pensiamo al nostro debito pubblico ingigantito oltre che da minore produttività pure da minori entrate fiscali, un fantasma che non si debella e crescendo a dismisura, segnala come i settori della pubblica amministrazione preposti a correggere antichi vizi di evasione fiscale, di diminuire il dilagare del consumo di droghe, di controllare la prostituzione ed i furti nelle case, non raggiungano i loro obiettivi e quindi, qualcuno dovrebbe spiegare a noi cittadini il perché di una mancanza di controllo, monitoraggio e mancati raggiungimenti degli obiettivi da parte di lavoratori pubblici pagati con soldi pubblici, quindi di tutti noi, con mancanza di beneficio.
Stamattina (19 marzo n.d.r.) vedevo nel mio comune un recente intervento di ripristino manto stradale arricchito di piantumazione, puntualmente irrigata con un camioncino contenente una cisterna di acqua potabile e l'utilizzo manuale di due uomini dotati di canne. Possibile che l'amministrazione comunale nel progettare il ripristino non abbia considerato una forma di irrigazione automatica da ammortizzare nel tempo ed ancora più grave, visto la moderna riscoperta di politiche sostenibili, una alternativa alla irrigazione del verde pubblico in vista di un futuro divieto di utilizzo di acqua potabile per tali scopi?
Un piccolo aneddoto che apre una voragine di vuoto di pensiero, di politiche ambientali, di politiche del territorio e di politiche europee nel nostro bel paese, rimasto da ogni punto di vista lo si analizzi, perso nella sua piccola entità provinciale ed incapace di dialogare ed imporre linee guida di sviluppo con gli altri stati membri.
Vorrei inserire una vena positiva a queste cose, ma purtroppo occorre prima prenderne atto, e cambiare per ottenere benefici che parafrasando la favola di Esopo, ci dipingono come un paese di cicale, capace di avere divorato i risparmi familiari dei nostri genitori, vere formiche ormai in via di estinzione, un paese capace solo di indire prime giornate di celebrazione che oltraggiano i morti della pandemia, consapevoli dei gravissimi ritardi ed inefficienze di uno stato che non possiamo per compiacenza o decenza ritenere presente. La cicala e la formica, un futuro ed un passato che corrono obbligatoriamente attraverso un presente, da prendere per le corna, con la voglia di cambiarlo.

Casalpusterlengo , 19/3/21 Fulvio Curioni

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